Parco San Rossore, gli ambientalisti: "Sia preservato l'attuale perimetro"

Le associazioni chiedono che nella pianificazione integrata le 'aree esterne' siano tutelate come le altre zone

Tornano a parlare del Piano integrato del Parco di San Rossore le associazioni ambientaliste, spingendo questa volta per una più estesa tutela e conservazione delle aree limitrofe. Il nuovo appello, che segue quello per un'ampia partecipazione al processo decisionale, è ancora una volta lanciato da Amici della Terra Versilia, Legambiente circoli Pisa e Versilia, Lipu Pisa e WWF Alta Toscana.

Lo scopo è quello di tutelare ecosistemi e biodiversità, temi alla ribalta delle cronache a seguito delle mobilitazioni contro i cambiamenti climatici. "Un'urgenza - ricordano le associazioni - che la Regione Toscana si è impegnata ad affrontare votando all'unanimità, prima in Italia, l'Emergenza Climatica come 'assunzione di consapevolezza e responsabilità politica'. Un impegno che dovrà essere tradotto in azioni concrete, che comprendano: la diminuzione delle fonti di inquinamento; la limitazione dei consumi energetici; l'arresto del consumo di suolo preservando e ampliando il patrimonio di verde urbano e
periurbano; la tutela degli ecosistemi terrestri ed acquatici (parchi, aree protette, boschi, aree umide), al momento, unica efficace forma di contrasto al cambiamento climatico".

Quello che gli ambientalisti chiedono all'Ente Parco è quindi "che nel processo di pianificazione venga integralmente preservato l'attuale perimetro del Parco, inteso come la somma di tutte le zonizzazioni, compreso le cosiddette 'aree esterne', che in realtà a livello normativo sono aree interne al perimetro del Parco a tutti gli effetti. Qualunque altra interpretazione sarebbe da considerare come una 'de-perimetrazione' del Parco. Le eventuali ed auspicabili istituzioni di aree contigue ex-L- 394/91 e LR 30/2015, andranno semmai reperite sul territorio esterno a tutto il perimetro dell'Area Protetta".

Un'attenzione in realtà che recentemente già "ha reso possibile l’immediato blocco delle 'attività di sversamento' che hanno provocato le maleodoranze di San Piero a Grado, cosa altrimenti impossibile in assenza delle tutele dovute alla presenza dell’Area Protetta. Uno status privilegiato che dovrebbe perciò essere esteso anche ai territori non tutelati dal Parco, invece di pensare di de-perimetrare alcune aree e ridurne i confini".

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