L'Unione Inquilini chiede l'uso dei 40 alloggi di Sant'Ermete vuoti, la Prefettura: "Non si può"

L'assegnazione provvisoria richiesta dall'associazione non può essere applicata secondo l'Ufficio del Governo in quanto presso i luoghi sono state riscontrate "oggettive situazioni di pericolo"

Foto di archivio di un'abitazione a Sant'Ermete (foto Comitato)

E' arrivata la risposta, negativa, della Prefettura all'avvocato Claudio Lazzeri dell'Unione Inquilini di Pisa, che a margine dell'ultima sospensione degli sfratti (poi applicata fino al 13 maggio per i morosi incolpevoli) aveva chiesto un'assegnazione temporanea in emergenza dei circa 40 alloggi di Sant'Ermete attualmente vuoti.

"A seguito delle vostre reiterate richieste - risponde al rappresentante dell'associazione il prefetto Attilio Visconti - nello scorso anno è stato predisposto il sopralluogo da parte dei Vigili del Fuoco finalizzato a verificare e certificare le condizioni di sicurezza minimali per poter abitare negli immobili. Una volta eseguito i Vigili non hanno potuto rilasciare l'avviso favorevole avendo riscontrato oggettive situazioni di pericolo, diffuse non solo a livello logistico, ma anche comune a caldaie, solai, etc. Pur avendo a cuore la problematica, lo scrivente è tenuto a soprassedere da qualsiasi intervento auspicato".

Tali abitazioni, certamente in condizioni di degrado, sarebbero per l'associazione provvisoriamente recuperabili con manutenzioni tampone. Una soluzione da rendere disponibile per le famiglie "sottoposte ad esecuzione di sfratto non più rinviabile anche, al limite, ricorrenendo ad una requisizione in uso per questioni riguardanti la salute pubblica, in quanto è intollerabile albergare precariamente o peggio lasciare dormire in auto o alla stazione ferroviaria esseri umani".

"Per quale motivo - afferma Lazzeri - si deve continuare a spendere soldi pubblici in B&B quando sono possibili soluzioni abitative alternative? La sospensione degli sfratti, solamente per chi partecipa al bando per la morosità incolpevole e fino al 13 maggio, non è una soluzione che argina il problema, che necessita di un intervento più incisivo da parte delle istituzioni. Per uscire da questa drammatica situazione, che verrà giustamente evidenziata anche con una manifestazione popolare indetta sotto la Prefettura il 28 aprile, occorrono non rinvii continui delle esecuzioni, promesse non attuate o belle parole, ma proposte concrete di disponibilità di abitazioni, che esistono in abbondanza per fare fronte a tutte le più gravi situazioni abitative".

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