Trentatré università sono "fuorilegge": tra esse spunta anche quella di Pisa

Secondo i dati riportati da Il Sole 24ore, il 55% delle università italiane non rispetta la legge: i contributi derivati dagli studenti non possono superare il 20% dei finanziamenti statali

C'è anche l'Università di Pisa tra i 33 atenei "fuorilegge" che chiedono ai propri studenti un contributo superiore al 20% dell'assegno erogato ogni anno dallo Stato sotto forma di finanziamento ordinario. La legge infatti, con l'articolo 5 del Dpr 306/1997, parla chiaro, ma il 55% delle università d'Italia pare essersi scordato la vecchia norma.

La questione è tornata alla ribalta, come riporta Il Sole 24ore, con la sentenza del Tar della Lombardia che ha condannato l'Università di Pavia a restituire agli studenti la richiesta in eccesso. L'ateneo ha annunciato ricorso, ma questo episodio crea sicuramente un precedente che potrebbe ripercuotersi a macchia d'olio in tutto il Paese, visto che gli iscritti agli atenei sopra la soglia sono un milione.

Tra queste università fuori dalle regole, come si diceva, c'è anche quella pisana che nel 2010 ha ricevuto oltre 45 milioni di euro di contributi complessivi dagli studenti, pari al 22% dei finanziamenti statali. Lo sforamento è lieve, ma c'è, pur ben lontano dal 36,6% di Urbino che guida la classifica. in Toscana, stando sempre alla classifica de Il Sole 24ore, l'altro ateneo ad essere "fuorilegge" è Firenze, anche se si trova in penultima posizione (che in questo caso equivale ad essere più rispettosi della legge) sopra Perugia (che chiude la classifica dei fuori regola con il 20,2%), con circa 50 milioni di contributi dagli studenti, pari al 20,4% dei contributi statali. Tra gli atenei che superano il tetto anche il Politecnico di Milano (30,3%), Bologna (27,4%), Ferrara (25,8%), Roma III (23,6%), Federico II di Napoli (20,7%).

E comunque, c'è da dirlo, Pisa, pur non rispettando la regola, si trova ben al di sotto della media italiana rappresentata dal 29,1% di tasse versate dagli studenti rispetto ai finanziamenti statali, rivelandosi anche più economica per quanto riguarda i contributi studenteschi procapite rispetto alla media del Paese: 864 euro pisani contro i 1.125 euro italiani.

Purtroppo però la forbice tra i soldi in arrivo dallo Stato e quelli che arrivano agli atenei grazie alle tasse versate dagli studenti è destinata ad allargarsi, visto che i finanziamenti statali stanno progressivamente diminuendo (nel 2011 l'assegno statale è calato in Italia del 3,8%, mentre nel 2012 è previsto un taglio di un ulteriore 5,5%), e così gli atenei saranno costretti a gravare maggiormente sui proprio iscritti per continuare a sopravvivere.

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