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Pontedera, l'avvocato del finto cieco: "In realtà vede pochissimo"

Il difensore del 60enne, denunciato nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza con l'accusa di truffa per una pensione d'invalidità percepita da 30 anni, continua ad affermare l'invalidità del suo assistito

Redazione 12 agosto 2012

Dopo la vicenda del finto non vedente di Pontedera, finita sulle prime pagine di tutti i giornali locali e nazionali per aver ingiustamente percepito una pensione di 2 mila euro al mese per 30 anni, parla il suo avvocato Stefano Ceni.

"Riesce a muoversi in apparente libertà e senza alcun ausilio - afferma l'avvocato Stefano Ceni  solo perché gli è rimasta ancora la capacità di percepire il movimento e la presenza di grandi oggetti. Questo è ampiamente compatibile con il diritto a fruire del trattamento di prima categoria che gli è stato all'epoca riconosciuto". 

"L'uomo percepisce una pensione tabellare -  spiega il legale in una nota -  spettante ai soli militari di leva come risarcimento del danno subito per le invalidità che abbiano contratto a causa del servizio. Nel caso specifico, erano i primi degli anni '70 quando lo colpì una grave malattia ad entrambi gli occhi, compromettendogli seriamente le capacita visive, fino a consentirgli di distinguere gli oggetti, sempre in maniera sfumata, a soli pochi centimetri di distanza".

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L'avvocato ha duramente disapprovato l'attenzione mediatica che è stata data alla vicenda, che secondo lui ha assunto "dei veri e propri toni di caccia alle streghe". "L'indagato ha già dimostrato alle autorità inquirenti spirito di collaborazione - ha concludo Ceni nella nota - non avendo nulla da temere: si è subito sottoposto alle visite mediche e all'interrogatorio richiesti dalla procura. Sono in via in via di deposito scritti difensivi e documentazione". (Fonte Ansa)

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