Dopo lavicenda del finto non vedente di Pontedera, finita sulle prime pagine di tutti i giornali locali e nazionali per aver ingiustamente percepito una pensione di 2 mila euro al mese per 30 anni, parla il suo avvocato Stefano Ceni.
"Riesce a muoversi in apparente libertà e senza alcun ausilio - afferma l'avvocato Stefano Ceni solo perché gli è rimasta ancora la capacità di percepire il movimento e la presenza di grandi oggetti. Questo è ampiamente compatibile con il diritto a fruire del trattamento di prima categoria che gli è stato all'epoca riconosciuto".
"L'uomo percepisce una pensione tabellare - spiega il legale in una nota - spettante ai soli militari di leva come risarcimento del danno subito per le invalidità che abbiano contratto a causa del servizio. Nel caso specifico, erano i primi degli anni '70 quando lo colpì una grave malattia ad entrambi gli occhi, compromettendogli seriamente le capacita visive, fino a consentirgli di distinguere gli oggetti, sempre in maniera sfumata, a soli pochi centimetri di distanza".
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L'avvocato ha duramente disapprovato l'attenzione mediatica che è stata data alla vicenda, che secondo lui ha assunto "dei veri e propri toni di caccia alle streghe". "L'indagato ha già dimostrato alle autorità inquirenti spirito di collaborazione - ha concludo Ceni nella nota - non avendo nulla da temere: si è subito sottoposto alle visite mediche e all'interrogatorio richiesti dalla procura. Sono in via in via di deposito scritti difensivi e documentazione". (Fonte Ansa)





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