"Vietare il gay pride di Pisa, che reclama diritti mentre calpesta quelli degli altri"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Lo diciamo con chiarezza: la loro “rivoluzione dell’amore” a noi non piace. Non ci piace chi va in California a comprarsi un bambino con l’abominevole pratica dell’utero in affitto privando un bambino della mamma. Non ci piace chi va a raccontare ai bambini che la sessualità si può scegliere. Non ci piace chi usa il nome di Gesù e Maria in modo blasfemo.

Mentre il Popolo della Famiglia rispetta tutte le persone, chi invece porta avanti l’ideologia gender e omosessualista è solito prendere per il collo chi non la pensa come lui.

La nostra identità è quella di un popolo che si pone a difesa della famiglia naturale, tale cioè per natura, e per natura feconda, che rimane l’unica riconosciuta dalla Costituzione e che da sempre è considerata la cellula vitale della società. La natura non è omofoba; e neanche la Costituzione.

Coloro che presentano la famiglia naturale come “tradizionale” sono falsificatori. Coloro che cercano di equipararla ad altre forme di convivenza stravolgono la realtà. La natura afferma che solo da un uomo e da una donna nascono i bambini, e noi li difendiamo da tutti coloro che li vogliono indottrinare e confondere.

Non accettiamo che siano coinvolti i bambini in manifestazioni che affrontano temi ben aldilà dei diritti e della lotta contro le discriminazioni. Sarebbe sufficiente rivisitare la rappresentazione blasfema del Cassero, tutt'altro che artistica, per capire la loro profonda identità. E queste sono tematiche evidentemente al di fuori delle capacità di comprensione di un bambino.

I bambini, nella loro innocenza, non si pongono il problema della sessualità, eppure li troviamo lì, sul palco dei gay pride, come a Torino, ingannati da musiche e colori sgargianti, ma di fatto proiettati precocemente in una realtà che potrebbe turbarli.

La nostra protesta diventa ancora più forte quando Raiuno, la tv che era delle famiglie, presenta in piene vacanze Natalizie il bacio gay prolungato e insistente in prima serata ad un potenziale pubblico di bambini, mettendo i genitori in evidente difficoltà.

Il presidente del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, ha affermato,: “Questa è la Rai del cambiamento 2019? Quella in cui le porcherie si spostano da Raitre a Raiuno in prima serata? Non siamo sessuofobici, ma come Popolo della Famiglia crediamo che la bellezza del sesso viva di intimità, pudore e nascondimento persino. E soprattutto non vogliamo essere costretti dalla tv a imbatterci in temi delicati per i nostri bimbi, quando spetta alla famiglia decidere i tempi e i modi da adottare, senza farseli dettare dalle marchette tra “Rai Cinema” e la nota lobby”.

Ma il sito Gay.it non vede il problema e afferma che “i più piccoli sono solitamente più aperti degli adulti di fronte al concetto di uguaglianza”. Uguaglianza o diversità? Castità o lussuria?
Lasciate stare i bambini, che sono come angeli e hanno il sacrosanto diritto di crescere sereni.

E questo lo diciamo anche a chi, come Alessandra Nardini, consigliera del PD, con evidente astio e intollerabile ostentazione di superiorità intellettuale, ci fa una predica rimbalzando dall’immigrazione al Medioevo, dall’omosessualità alla cattolicità, dalla Costituzione al Vangelo, e che vede nel Popolo della Famiglia solo odio e menefreghismo.

E nella sua ignoranza pensa ancora al Medioevo come un’età oscura, mentre per Pisa è stata l’età d’oro della gloriosa Repubblica Marinara e della edificazione di Piazza dei Miracoli. Crediamo sia opportuno consigliare ad Alessandra Nardini la lettura del saggio sul Medioevo di Jacques Le Goff, recentemente scomparso. Per renderle più semplice il compito gliene invieremo una copia.
 
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