Sicurezza: la Regione Toscana investe sui vigili di quartiere

La Giunta definirà il provvedimento con l'investimento di 3 milioni di euro all'anno per 3 anni. La sperimentazione partirà in almeno una dozzina di territori da scegliere fra quelli più in difficoltà

La Regione Toscana spinge per la prevenzione dei reati con il vigile di quartiere. La giunta regionale è pronta a pagare per tre anni gli stipendi di settanta od ottanta nuovi agenti che saranno assunti in almeno una dozzina di territori coinvolti. Pisa sarà fra questi? I luoghi saranno scelti di concerto, con il coinvolgimento di Anci Toscana, con la quale la Regione andrà a definizione i criteri di scelta dei 'quartieri complicati' per avviare la sperimentazione.

Sarà previsto un principale paletto: l'impiego effettivo dell'agente in strada e nelle piazze, individuate di concerto con i sindaci e i prefetti. E' prevista anche un'adeguata formazione e un esame finale. La delibera per lo stanziamento andrà in giunta tra una decina di giorni, per partire all'inizio del 2019.

"Non vogliamo certo sostituirci né allo Stato né alle forze dell'ordine - sottolineano il presidente della Toscana Enrico Rossi e l'assessore alla presidenza e alla sicurezza Vittorio Bugli - anzi, allo Stato si torna a chiedere di assumere i poliziotti che mancano: cento solo a Firenze e 20mila almeno in tutta Italia, secondo i numeri riferiti da Gabrielli in Parlamento. Non costerebbe alla fine neppure tanto: un po' più di mezzo miliardo".

Nei progetti della Regione per ogni territorio saranno tre coppie di agenti, distribuite su altrettanti turni, in modo da coprire tutto il giorno e buona parte della notte. "Abbiamo pensato - dice Bugli - di dare una mano ai Comuni, facendoci carico degli stipendi di sei vigili di quartiere. Vorremmo coinvolgere almeno una dozzina di amministrazioni comunali, ma dipenderà dalle necessità dei Comuni e delle Prefetture". La Regione si accollerà la spesa per tre anni, per circa 3 milioni di euro l'anno. "I Comuni si impegneranno però a tenere gli agenti per almeno cinque - precisa Matteo Biffoni, presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato. E' un progetto pilota. Un modello sicuramente innovativoe stiamo incrociando un po' di dati per definire un criterio il più possibile scientifico per individuare le aree da cui partire".

La formazione dei vigili di quartiere sarà definita assieme alle forze dell'ordine, così come la modalità di presidio del territorio e le interconnessioni con gli altri agenti di polizia municipale, poliziotti e carabinieri. "Nessuno - avverte Rossi - vuol infatti creare doppioni, ma agevolare semmai un lavoro di squadra".

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