Sergio Mattarella a Pontedera: affetto e applausi per salutare il presidente

Una mattinata emozionante per la città della Vespa che ha ricordato Giovanni Gronchi con la presenza del Capo dello Stato

Il presidente Mattarella con il sindaco Millozzi e la presidente della Provincia Deidda all'uscita della biblioteca 'Gronchi'

Una mattinata di festa per la città di Pontedera che ha accolto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 40° anniversario della morte del Capo dello Stato, pontederese, Giovanni Gronchi, deceduto il 17 ottobre 1978, dopo aver ricoperto la più alta carica dello Stato dal 1955 al 1962.

Prima tappa: la visita alla tomba di Giovanni Gronchi

Mattarella è atterrato intorno alle 10 all'aeroporto militare di Pisa per poi spostarsi in auto verso la città della Vespa. La prima tappa della sua mattinata in Valdera al cimitero della Misericordia per rendere omaggio a Giovanni Gronchi. Accompagnato dal sindaco Simone Millozzi, dalla figlia di Gronchi Cecilia, dal presidente della Provincia Giulia Deidda e dal prefetto Angela Pagliuca, Mattarella ha deposto una corona di fiori sulla tomba del suo predecessore.

Il presidente Mattarella rende omaggio a Giovanni Gronchi (video Quirinale)

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Seconda tappa: la cerimonia al Teatro Era

E' stata poi la volta del cuore della visita di Mattarella al Teatro Era, accolto all'esterno dai bambini delle scuole elementari che hanno salutato l'arrivo della più alta carica dello Stato sventolando tante bandierine tricolori.

Presenti in platea numerosi rappresentanti delle istituzioni, tra cui il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi, il presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, il direttore della Scuola Normale Vincenzo Barone, il rettore della Scuola Sant'Anna Pierdomenico Perata e la professoressa Nicoletta De Francesco in rappresentanza dell'Università di Pisa, e poi numerosi sindaci e assessori del territorio seduti nelle prime file con le fasce tricolori. Assenti il sindaco di Cascina Susanna Ceccardi (era presente comunque l'assessore all'Istruzione Leonardo Cosentini) e il sindaco di Pisa Michele Conti, entrambi della Lega.

Poste Italiane celebra Giovanni Gronchi con un annullo filatelico

Un caloroso applauso, seguito dall'Inno di Mameli e dall'Inno alla Gioia, eseguito da un coro di bambini allievi dell'accademia musicale Glenn Gould e dalla banda 'Volere Potere', ha accompagnato l'ingresso nella sala del Teatro Era del presidente della Repubblica.

E' stato il sindaco Simone Millozzi, visibilmente emozionato, ad aprire la cerimonia ricordando la storia della città della Vespa che ha visto nel corso del tempo "la nascita di un presidio ospedaliero, di un villaggio scolastico e la riqualificazione delle aree dismesse a causa della crisi economica". Millozzi, ricordando la figura del concittadino Giovanni Gronchi, ha sottolineato la tenacia dei pontederesi, la loro capacità di rialzarsi dopo il nazifascismo e dopo l'alluvione del '66, una città che sta cercando ancora di reagire nel momento di crisi attuale promuovendo le eccellenze locali e guardando al futuro.

La celebrazione è proseguita con il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi che ha ricordato come già nel 1995, da sindaco, accolse a Pontedera l'allora presidente Oscar Luigi Scalfaro in visita in occasione del 50° anniversario della Liberazione e del 40° dell'elezione di Gronchi alla Presidenza della Repubblica. Poi Rossi ha ricordato alcuni frammenti della carriera politica di Giovanni Gronchi, "sempre attento ai problemi sindacali" e per il quale "la tutela del lavoro e dell'occupazione, anche nel territorio pisano, furono una costante preoccupazione. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, infatti - ha ricordato Rossi - intervenne con i dirigenti della Marzotto, della Piaggio, della Saint Gobain, della Richard-Ginori e della Fiat per difendere il tessuto produttivo locale e per promuoverne la ricostruzione. Notevole fu anche il suo impegno per dotare questo territorio di infrastrutture importanti, tra cui lo Scolmatore dell'Arno, fondamentale per superare il problema delle inondazioni a Pisa".
Il governatore ha poivoluto sottolineare come la vita di Gronchi sia stata "segnata da un impegno costante, vissuto in forme e ruoli diversi, per le ragioni del lavoro, della Costituzione, della democrazia e dell'uguaglianza".

Sergio Mattarella a Pontedera-3Dopo un excursus sulla presidenza di Giovanni Gronchi da parte del professor Federico Mazzei, docente di Storia Contemporanea all'Università di Bergamo, è stato il Capo dello Stato a prendere la parola 'spezzando una lancia' nel suo discorso di omaggio a Gronchi ("è stato l'unico sindacalista fin qui eletto alla più alta carica della Repubblica") a favore dell'Unione Europea. "Non va dimenticato che la Presidenza di Giovanni Gronchi ha accompagnato la scelta della nascita e dell'avvio dell'integrazione europea - ha detto Mattarella - di quella che oggi si chiama Unione Europea e che, pur con lacune e contraddizioni, ha assicurato un patrimonio inestimabile di pace e di benessere. Insomma, una 'coscienza internazionale nuova".
Poi l'importanza del ruolo del Capo dello Stato come garante della Costituzione. Gronchi, ha ricordato Mattarella, di fronte all'instabilità politica seguita alla crisi delle formule dei governi centristi, individuò "un ruolo istituzionale sino ad allora non sperimentato nella figura presidenziale, utilizzando la 'cassetta degli attrezzi' contenuta nella Carta fondamentale".
"Il Presidente della Repubblica pro-tempore è portatore dell'indirizzo di attuazione e di rispetto della Costituzione" ha sottolineato ancora Mattarella, che, citando Pietro Calamandrei, ha aggiunto "che si può dire che attraverso l'ammonimento dei messaggi presidenziali parla nel nostro ordinamento la Costituzione: contro ogni smarrimento costituzionale, contro ogni deviazione, contro ogni inerzia, il presidente della Repubblica può essere, se vuole, la viva vox constitutionis''.
 "A Giovanni Gronchi - ha concluso Mattarella - il merito di avere contribuito alla costruzione di un'Italia protagonista nella comunità internazionale capace di integrare i ceti popolari nella vita democratica. Il merito di aver saputo accompagnare il nuovo che si manifestava nella vita del Paese; in piena aderenza agli obblighi del mandato affidatogli".

Terza tappa: la biblioteca 'Giovanni Gronchi'

Una visita significativa a chiusura della mattinata in riva all'Era: l'incontro con gli studenti e gli universitari alla biblioteca intitolata proprio a Giovanni Gronchi. Presente anche il professor Paolo Morelli, presidente del Centro 'G. Gronchi'.
Mattarella ha espresso parole importanti sul ruolo dei giovani nella nostra società: "Questo incontro restituisce speranza, sono proprio i giovani che ci consentono di incrementare la fiducia nel nostro paese".
All'uscita dalla biblioteca, prima di salire sull'auto presidenziale, l'abbraccio della cittadinanza che, con un lungo applauso, ha salutato con calore e speranza il Capo dello Stato.

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