Confcommercio: “Turismo a Pisa: Enormi potenzialità, non ancora sfruttate!”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

“Pisa è di fatto un brand turistico di livello internazionale, molto conosciuta e richiesta, in Toscana seconda solo a Firenze. Lo conferma l'indagine effettuata dall'Osservatorio Regionale del Turismo in Toscana, presso i Tour Operator internazionali. Da qui emerge come oltre il 30% dei T.O. che nel 2011 non hanno venduto le provincie di Firenze e di Pisa, soprattutto coreani ed australiani, hanno comuqnue intenzione di farlo, sebbene non nel 2012. Stiamo parlando quindi di un potenziale inespresso enorme, che come provincia dobbiamo saper attrarre e valorizzare al meglio. Da questo punto di vista, come confermano indirettamente gli altri motivi di non commercializzazione, Pisa ha la percentuale più bassa (12,2%), dopo Firenze, alla voce “Non conosco quella zona/ho difficoltà a reperire informazioni”, conferma la percentuale più bassa, dopo Firenze, anche alla voce “Non c'è richiesta per quella zona”, mentre il dato dolente riguarda invece la voce “Basso standard qualitativo/Servizi inefficienti” che si attesta ad una percentuale intorno all'1,2%, la più alta di tutte le provincie toscane, proprio dopo Firenze.
Che ci sia molto da fare, per attrarre maggiormente la domanda internazionale, lo confermano inesorabilmente i dati del 2011 e le previsioni di vendita dei T.O. per il 2012.
Nel 2011, la quota di T.O. che ha venduto Pisa raggiunge appena il quarto posto in Toscana, dietro a Firenze (venduta dal 49,4% dei T.O), Siena (18,1%) e Lucca (7,1%), con una percentuale del 6,8%. Va bene la domanda europea (8,4%), bene l'India (12,2%), il Brasile (8,3%), e la Russia (4,5%). Inesistenti i mercati di Giappone, Corea, Canada, Australia e Stati Uniti. La percentuale diminuisce anche nelle previsioni del 2012, con il 6,3% di quota di T.O. che vendono Pisa, con una ottima percentuale di commercializzazione presso i T.O. di Russia (13,6%), Brasile (8,3%), Australia (10%), Stati Uniti (5%). Si conferma l'Europa (8,7%), crolla invece l'India (1,1%). Per il momento, niente da fare con il mercato cinese.
Insomma, potenzialmente il turismo provinciale potrebbe crescere ancora molto, molto di più, a patto che istituzioni, associazioni e imprese ne prendano atto con piena consapevolezza e convinzione, lontani da sterili piagnistei e da inutili depressioni”.

 

Federico Pieragnoli
Direttore Confcommercio Pisa

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