Credito: un'impresa pisana su due segnala difficoltà di accesso

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

“Tra i mille risvolti di una crisi epocale, è giusto sollevare una volta di più la questione vitale del credito alle imprese. Senza sviluppo non c'è ripresa, ma quale ripresa è possibile senza credito? Purtroppo, per le aziende di Pisa e Provincia, la situazione del fabbisogno creditizio continua a destare molta preoccupazione e la fotografia scattata dalla Camera di Commercio è tutt'altro che rassicurante. Infatti, se in termini assoluti, le aziende pisane che segnalano maggiori difficoltà nell'accesso al credito, scendono dal 31% del 2009 al 26% del 2010, un dato comunque peggiore rispetto alla media regionale, considerando solo le imprese che hanno richiesto un finanziamento, la percentuale delle aziende pisane che segnala un aumento delle difficoltà nell'accesso al credito schizza al 52%, ovvero 8 punti percentuali in più sopra la media regionale.

Peraltro, si parla di richieste di finanziamento non tanto indirizzate a nuovi investimenti, solo nel 30% dei casi, quanto piuttosto per la gestione di scorte e del circolante (61%) e per ristrutturare il debito (25%). Le ultime due percentuali sono sensibilmente superiori rispetto a quelle rilevate a livello regionale e segnalano l'esistenza di maggiori criticità nella nostra provincia. Tra i fattori di maggiore difficoltà per l'accesso al credito, le imprese evidenziano la la richiesta di maggiori garanzie reali e personali, nel 73% dei casi, l'incremento delle spese delle commissioni bancarie (67%), minori concessioni di credito/scoperti (59%), l'allungamento dei tempi di analisi delle richieste di affidamento (43%).

Clamoroso il fatto che l'87% delle imprese che tra le difficoltàhanno segnalato maggiori richieste di garanzie, ha ricevuto richieste di garanzie di entità pari o superiori al valore del fido erogato (contro una media regionale del 78%). Inoltre, il 43% delle aziende pisane segnala come i costi bancari (tassi di interesse, costi accessori, ecc..) non siano chiaramente indicati nei prospetti informativi, mentre una quota non trascurabile di esse evidenzia equilibri di cassa non completamente stabilizzati. Lo conferma il fatto che la quota di imprese che ha concesso dilazioni ai clienti è scesa dal 46% al 36%, mentre cresce dal 24% al 27% la quota delle imprese che hanno chiesto dilazioni”.

Federico Pieragnoli
Direttore Confcommercio Pisa

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