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Pisa e l'high-tech che non conosce crisi: l'esercito dei novemila

Vicinanza a Università e centri di ricerca, innovazione e customizzazione, nonostante la piccola dimensione, sono la ricetta per la crescita dell'occupazione (+6,9%) e del fatturato (+10,6%)

Redazione 8 novembre 2011

Sono oltre novemila gli addetti delle 1.362 aziende pisane attive nel comparto high-tech, operano prevalentemente nei servizi e beneficiano della presenza di importanti strutture universitarie e di ricerca. Inoltre, tra i 19 Sistemi Locali del Lavoro che a livello nazionale risultano specializzati nelle attività di servizi ad elevato contenuto tecnologico, Pisa occupa la prima posizione. Questi i principali dati strutturali del settore rilevati dall'Osservatorio sulle Imprese High-Tech della Toscana ed analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa.

L’indagine sul campo, realizzata su un campione di 237 aziende, di cui 153 pienamente high-tech, segnala il peso rilevante della piccola impresa (oltre il 70% ha meno di 11 addetti) e, a livello settoriale, dell’ICT (che rappresenta oltre la metà delle aziende).

Si tratta di aziende, quelle del comparto high-tech, che realizzano prevalentemente prodotti di nicchia (nel 54,6% dei casi) e lavorano principalmente per altre imprese (in oltre il 70% dei casi), senza tuttavia disdegnare la committenza “pubblica” (nel 18% dei casi).

L’attività innovativa rappresenta un tratto distintivo del settore dell’alta tecnologia: lo svolgimento da parte dell’azienda di ricerca di base sperimentale interessa infatti la quasi totalità delle imprese (il 90,2%). Rilevante anche la quota di aziende che hanno collaborato a programmi di finanziamento di azioni innovative e a progetti di ricerca con enti pubblici. Il 18,3% delle imprese ha inoltre depositato domanda di brevetto.

OCCUPAZIONE E FATTURATO

L’andamento dell’occupazione e del fatturato segnala una certa “impermeabilità” dell’high-tech alla crisi. L’occupazione, infatti, cresce tanto nel 2009 (+7,0%) quanto nel 2010 (+6,9%) grazie soprattutto all’apporto dell’ICT (+9,7% nel 2009 e +8,8% nel 2010). Anche l’evoluzione del fatturato 2009 e 2010 è stata decisamente positiva. Se per le imprese ad alta tecnologia complessivamente considerate si assiste ad un’accelerazione (da +3,7% a +10,6%), per la componente high-tech afferente all’ICT, il 2010 segna invece un rallentamento rispetto all’anno precedente passando da un +8,9% ad un più modesto +4,3%.
Il 2011 dovrebbe rappresentare, nelle previsioni delle imprese, un momento di consolidamento della ripresa, con una variazione del fatturato che dovrebbe arrivare al +13,4%.

INVESTIMENTI

Le previsioni relative agli investimenti per il prossimo triennio, stanti le attese positive sul fatturato registrate per il 2011, spingono le imprese high-tech a pianificare questo tipo di attività. Infatti, solo il 13,4% non prevede di effettuare investimenti. Gli investimenti previsti riguardano prevalentemente le attività generali di ricerca e sviluppo interna (37,0%), di ricerca in collaborazione con soggetti esterni finalizzata all’introduzione di innovazioni (30,3%) anche se, comunque, è prevista la realizzazione di investimenti in beni materiali (nel 35,3% del casi).

IL PUNTO DI VISTA DEL PRESIDENTE PIERFRANCESCO PACINI

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“I dati su fatturato e occupazione rilevati dall’indagine sull'alta tecnologia della provincia di Pisa - commenta Pierfrancesco Pacini Presidente della Camera di Commercio - evidenziano una sostanziale impermeabilità del settore, composto prevalentemente da piccole imprese, alla crisi. Si tratta di un risultato frutto di diversi fattori tra i quali spicca la vicinanza al mondo dell’università ma anche la maggiore propensione ad investire in ricerca e l’elevata personalizzazione delle produzioni e dei servizi offerti. La Camera di Commercio - conclude Pacini - consapevole dell’importanza di questo comparto, sostiene le imprese innovative ad alto potenziale di crescita partecipando, fino ad un massimo di 200mila euro, al capitale di rischio aziendale in fase di start-up.”

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