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Imprenditoria: la provincia di Pisa all'ottavo posto in Italia

Secondo l'analisi della Camera di Commercio la nostra provincia si colloca in alto per l'andamento delle imprese(+1,5%). Aumentano costruzioni e servizi, flettono invece agricoltura, manifatturiero e artigianato

Redazione 3 febbraio 2012

Pur in presenza di una crisi che, nonostante alcuni timidi segnali di rallentamento, ha continuato a manifestarsi per tutto il 2011, il tasso di crescita imprenditoriale della provincia di Pisa ha subìto solo un lieve rallentamento, passando dal +1,6% del 2010 al +1,5% del 2011. Questo risultato, tuttavia, è frutto della crescita avvenuta nei servizi e nelle costruzioni, mentre il settore primario, il manifatturiero e l’artigianato, segnalano una contrazione. È questo, in estrema sintesi, quanto emerge dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Pisa sulla consistenza delle imprese pisane.

Considerando le 3.276 iscrizioni e le 2.795 cessazioni intervenute nel corso del 2011, cui vanno aggiunte le 181 cancellazioni d’ufficio che la Camera ha operato, il numero di imprese registrate in provincia di Pisa tocca, al 31/12/2011, quota 43.757 di cui ben 38.105 risultano attive.

Nonostante il rallentamento registrato rispetto al 2010, Pisa continua ad essere tra le province più dinamiche a livello nazionale, posizionandosi all’ottavo posto per quanto riguarda la crescita imprenditoriale. Per il quarto anno consecutivo, inoltre, Pisa registra un risultato che, non solo si posiziona al di sopra della media nazionale (+0,8%), ma anche di quella regionale (+1,0%).

FORME GIURIDICHE  E ARTIGIANATO

Per quanto riguarda le diverse forme giuridiche, sono ancora le imprese individuali (+1,8%, + 407 unità) e le società di capitali (+3,0%, +293 unità) a sostenere la crescita del tessuto produttivo pisano. All’interno delle società di capitali sono però le Srl ad avanzare (+3,2%, +302) mentre le SpA, perdono il 2,6% (pari a 9 imprese in meno rispetto al 2010). Crescono, nel 2011, anche le altre forme giuridiche (+2,0%) mentre le società di persone registrano una contrazione (-0,6%, pari a 55 imprese in meno). Dopo la parentesi positiva del 2010, torna a contrarsi il numero di imprese artigiane (-0,6%, -67 unità).

SETTORI

La crescita del tessuto imprenditoriale pisano è attribuibile ai servizi (+2,8%, pari a 672 imprese aggiuntive rispetto al 2010), alle costruzioni (+1,6%, +116 unità) e, almeno in parte, alle utilities (+1,6%). All’interno dei servizi troviamo soprattutto il commercio al dettaglio (+4,8%, +314 imprese) che, a sua volta, beneficia del boom registrato dal commercio ambulante (+14,4%, +280). Si tratta di un settore, quello del commercio al dettaglio, dove la presenza di imprenditori stranieri comincia ad assumere un certo rilievo. Tra i servizi spiccano i segni positivi delle attività di ristorazione (+47 e +3,7%), dei bar (+49, +4,9%), dell’immobiliare (+79, +3,4%) e delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+34 e +2,8%). Nel terziario, solo il trasporto merci su strada (-4,8%, -34 unità) fa segnare una contrazione.

All’interno delle costruzioni si segnala soprattutto la crescita dei lavori di costruzione specializzati (+3,3%), mentre arretrano le imprese afferenti alla costruzione di edifici (-0,7%): segnali evidenti di una ricomposizione interna al settore.

Forniscono invece un contributo negativo, come ormai accade da qualche anno, tanto il settore agricoltura e pesca (-56 imprese, -1,4%)  quanto quello dell’industria in senso stretto. Quasi tutti i comparti manifatturieri fanno registrare una contrazione. Tra questi, spiccano le calzature (-2,5%, -17), il legno (-3,7%, -14), l’abbigliamento (-3,2%, -13 unità), i mobili (-1,5%, -9 unità) ma anche la lavorazione dei metalli (-1,1%) e la concia (-0,6%). L’unico settore manifatturiero di una certa importanza che segna una seppur timida crescita, è quello della lavorazione dei minerali non metalliferi (+0,4%, +1).

I TERRITORI

La crescita imprenditoriale, a livello sub-provinciale, è trainata dalla Val d’Era (+2,0%, +251 imprese) e dall’Area Pisana (+1,7%, +291 unità). Il Valdarno Inferiore, con un +1,1%, mette invece a segno una crescita più contenuta e la Val di Cecina registra addirittura una variazione prossima allo zero (+0,3%, solo 12 imprese aggiuntive).

 

 

 

 

 

 

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