Manifatturiero, 8mila posti offerti nel pisano: le professioni più ricercate

Un lavoratore su tre è però difficile da trovare. Un contratto su quattro sarà di somministrazione

Se in Italia le assunzioni previste delle imprese con dipendenti risultano in calo del 4,8% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, la provincia di Pisa si muove in controcorrente segnando una sostanziale stabilità (+0,8%) che diventa addirittura un +27,3% nel cofronto con il trimestre finale del 2018. Ad offrire opportunità di lavoro, secondo i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Pisa, saranno il 22,9% delle 9.620 imprese pisane con dipendenti: una quota che, tuttavia, risulta inferiore rispetto alla media nazionale che si attesta al 23,7%. Passando ai valori assoluti, a fronte di una domanda di 6.110 nell’ultimo quarto del 2018, nei primi tre mesi del 2019 i posti 'in palio' in provincia di Pisa sono 7.780. Rispetto all’ultimo trimestre del 2018, i dati ci dicono però che sono in calo tanto le quote percentuali riservate alle donne (passate dal 29% al 20%) quanto quelle degli under 30 (dal 32% al 27%). Cala anche la percentuale dei contratti di lavoro dipendente, scesi dal 73% al 67% del totale, a fronte di una decisa crescita delle posizioni offerte con contratto di somministrazione: passate dal 16% al 25%.

In crescita il lavoro nel manifatturiero

Se le incognite che gravano sui piani di sviluppo delle imprese a livello nazionale (dazi, incertezza sulla ripresa della domanda interna e degli investimenti, le conseguenze legate alla Brexit) frenano le assunzioni, in provincia di Pisa alcuni comparti del manifatturiero (segnatamente cuoio-calzature), si muovono in controtendenza, con aumenti delle posizioni lavorative messe a disposizione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le entrate del primo quarto del 2019, pur concentrandosi negli altri servizi (2.810 in totale), risultano in forte aumento nel manifatturiero (2.490 nel totale, +400 rispetto alla fine del 2018). Positivo anche il contributo del turismo (930 ingressi, +220 rispetto alla fine del 2018) mentre minori risultano le variazioni per costruzioni (550 assunzioni, +50) ed il commercio (1.000 ingressi, +20 rispetto alla fine del 2018). La domanda di lavoro nel manifatturiero è però contraddistinta da specifiche caratteristiche: una minore richiesta di lavoratori giovani (solo il 22% avrà un età inferiore a 30 anni), di donne (le risposte degli imprenditori indicano la preferenza per una figura femminile per appena il 14% dei posti disponibili). Anche le forme contrattuali proposte ai neo assunti sono decisamente differenti rispetto al resto dell’economia provinciale: nel manifatturiero infatti solo il 58% sarà ingaggiato con contratto di lavoro dipendente mentre al 40% sarà offerto un contratto di somministrazione. nel manifatturiero, infine, una difficoltà in più: il 36% delle posizioni offerte saranno difficili da coprire.

Addetti alle pulizie, baristi, commessi le professioni più richieste

Le dieci professioni più ricercate dalle imprese pisane per i primi tre mesi del 2019 rappresentano un quarto della domanda di lavoro complessivamente espressa dal sistema. Come ormai consuetudine, al primo posto, con 340 assunzioni, troviamo gli addetti ai servizi di pulizia: qui il 76% avrà un contratto di lavoro dipendente mentre un altro 23% uno di somministrazione. A più di metà degli assunti verrà chiesto il possesso di un generico diploma e appena il 18% dei posti offerti sarà difficile da reperire. Secondo posto, con 220 ingressi, per i baristi. Questa professione vede una netta prevalenza di domanda di giovani (il 72% sarà under 30) e donne (65%), con una difficoltà di reperimento molto bassa (13%). Come titolo di studio è richiesto, a 2/3 delle assunzioni, la sola scuola dell’obbligo.
La terza posizione è ancora appannaggio dei servizi con i commessi di negozio che, nei primi tre mesi del 2019, vedranno l’ingresso di 220 persone. Anche in questo caso si manifesta una certa preferenza per giovani (37%), donne (42%) mentre le difficoltà di reperimento sono minime (2%). In questo caso i contratti di somministrazione rappresentano il 23% del totale). Quarta posizione, con 210 ingressi, per i conducenti di mezzi pesanti: qui da padrone la fanno i maschi (preferiti nel 93%) e persone con esperienza (nel 66% si preferiscono gli over 30). La difficoltà di reperimento dei camionisti risulta particolarmente elevata: il 39%. La quinta posizione (190 assunzioni) riguarda il settore industriale con i conciatori. A 70 assunti sarà richiesto un diploma in chimica, materiali e biotecnologi mentre a 50 una qualifica professionale in indirizzo calzaturiero. Per queste posizioni, nel 78% dei casi, gli imprenditori preferiscono uomini e le difficoltà di reperimento interesseranno il 27% degli ingressi. Molto elevata la quota di lavoratori assunti con contratto di somministrazione: il 48%.
Sesta piazza, con 160 assunzioni, per camerieri di sala: alla metà dei neo assunti sarà richiesto un diploma ad indirizzo ristorazione e all’88% sarà offerto un contratto di lavoro dipendente. Le difficoltà di reperimento interesseranno appena il 7% degli ingressi. La settima posizione torna ad essere del manifatturiero con i confezionatori di calzature: 160 assunzioni, per il 78% in somministrazione. Quasi tutte le assunzioni saranno di persone di età superiore ai 30 anni, maschi e muniti di specifico diploma. La difficoltà di reperimento di queste professionalità è elevatissima. Consistente anche la domanda di muratori (160): a quasi tutti sarà offerto un contratto di lavoro dipendente a tempo determinato e, nella metà dei casi, come soglia di istruzione sarà chiesta la scuola edile. Si tratta prevalentemente di uomini e la difficoltà di reperimento si ferma al 12%.
Nona posizione, con 150 ingressi, per gli addetti all’amministrazione: soggetti ai quali sarà chiesto, in due casi su tre, un diploma in amministrazione, finanza e marketing con difficoltà di reperimento che toccano il 26% delle posizioni offerte. Anche in questo caso la quota di contratti in somministraizone sarà piuttosto elevata: il 28%. Decima posizione, con 120 assunzioni, per i conducenti di furgoni ai quali sarà chiesto il possesso di un generico diploma e sarà offerto un contratto di lavoro dipendente. Nella quasi totalità dei casi sarà richiesta una figura maschile.

La domanda di lavoro cresce nelle aree a vocazione industriale

Considerando le aree di competenza dei Centri per l’Impiego l’aumento di domanda più consistente si rileva nelle aree a maggior vocazione industriale come Pontedera e Santa Croce sull’Arno (+590 rispetto all’ultimo trimestre 2018). Per quanto riguarda Pontedera gli ingressi saranno 2.330 con una prevalenza di conducenti di mezzi pesanti, manovali e confezionatori di calzature. In questa area le difficoltà di reperimento toccheranno il 34%. Per Santa Croce, 1.870 ingressi (anche qui +590 rispetto all’ultimo quarto del 2018), la prima posizione è occupata dai conciatori, seguiti dagli addetti alla manovia: la difficoltà di reperimento media dell’area risulta pari al 33%. A Pisa, dove le assunzioni previste saranno 3.220 (+340 ingressi), le professioni più ricercate, se si eccettuano gli addetti ai servizi di pulizia, sono quelle legate al terziario: commessi di negozio, baristi e camerieri di sala. In questa area le figure difficili da reperire rappresentano il 30% del totale. L’area di Volterra (360 ingressi, a causa di una maggior 'rarefazione' del tessuto imprenditoriale), risulta essere quella a minor crescita di domanda di lavoro in termini assoluti (+150 rispetto a fine 2018). Le figure maggiormente ricercate andranno a lavorare nel comparto turismo e le difficoltà di reperimento rappresenteranno il 27% degli ingressi.

L’indagine

I dati provengono dall’analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi nei primi tre mesi del 2019: un’indagine che ha coinvolto in provincia di Pisa un campione di 1.777 aziende in diverse tornate di indagine mensili. Le informazioni sui flussi di entrate programmate dalle imprese riguardano le attivazioni di contratti di lavoro (a tempo indeterminato, a tempo determinato, stagionali, a chiamata, apprendistato, in somministrazione, di collaborazione coordinata e continuativa ed altri contratti non alle dipendenze) della durata di almeno un mese solare (pari ad almeno 20 giornate lavorative) per il trimestre oggetto di indagine.

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