Imprese, a Pisa il giorno di liberazione dalle tasse è stato il 5 agosto: imposizione al 59,8%

Indagine di Cna sul peso del fisco sulle imprese italiane: a Pisa si lavora sei giorni su dieci solo per pagare le tasse

Ci vogliono ben 218 giorni dall’inizio dell’anno a Pisa per pagare tasse e imposte, e ne rimangono quindi 147 per il resto. Il Tax Free Day, il giorno di liberazione dalla tasse, per i pisani nel 2019 è stato il 5 agosto. Con un lieve miglioramento rispetto allo scorso anno, visto che nel 2018 era stato necessario arrivare fino al 12 agosto. Una settimana in meno dunque grazie all’effetto deducibilità al 50% almeno dell’Imu sugli immobili strumentali, i famosi capannoni, croce e delizia per tutte le imprese. Deducibilità che è già stata programmata passare al 100% entro il 2023. Lo afferma l’indagine che è ormai diventata un appuntamento fisso della Cna con il rapporto 2019 'Comune che vai fisco che trovi', realizzato dall’Osservatorio permanente Cna sulla tassazione delle Pmi.

La città di Pisa si piazza al 79° posto in questa graduatoria che prende in considerazione 141 comuni Italiani (tutti i capoluoghi, più alcuni altri) grazie ad un total tax rate, ovvero il peso complessivo di tutte le forme di imposte e tasse sul reddito disponibile, che si attesta al 59,8% pari appunto a 218 giorni su 365 nei quali si lavora per il Fisco (o sei giorni su dieci, se si preferisce). Al primo posto (quindi dove si pagano meno tasse) il comune di Bolzano (total tax rate al 53%), seguito da Gorizia (53,1%) e Udine (53,7%). 

"Apprendiamo - ha commentato il Presidente Cna Matteo Giusti - con un minimo di sollievo anche questo pur lieve miglioramento. Ma non ci interessa dare patenti di buoni e cattivi a seconda delle stagioni politiche o di chi governa il singolo Comune. Ciò che ci interessa mettere in luce con questa indagine a livello nazionale che parte dai dati raccolti localmente è il peso eccessivo del fisco sulle imprese italiane. Un peso che troppo spesso si aggiunge al peso della burocrazia ed è male accompagnato anche da servizi pubblici troppo spesso non soddisfacenti. Il nostro paese ha bisogno di una svolta che può essere data solo se si rimettono al centro le imprese, che sono il motore del paese".

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