Presentato il Pisa Book Festival: la Francia farà da protagonista

Torna il Pisa Book Festival. A inaugurare l'evento ci sarà il premio Nobel per la letteratura, Gao Xingjian. La kermesse è stata presentata ieri all'Ambasciata francese in Italia a Palazzo Farnese a Roma

Da sinistra: Andrea Pieroni, Presidente della Provincia, il sindaco Filippeschi, l' ambasciatore Jean-Marc de La Sablière e Cosimo Bracci Torsi, Presidente della Fondazione Caripisa

Dal 21 al 23 ottobre, il Palazzo dei Congressi e la Stazione Leopolda ospiteranno ancora una volta il meglio della piccola editoria indipendente. 180 editori porteranno a Pisa i loro titoli freschi di stampa e presenteranno in anteprima le novità più significative. Sono oltre 300 gli eventi previsti: fra conferenze, laboratori per grandi e piccoli, seminari per gli addetti ai lavori e un Caffè Internazionale per gli incontri con gli autori. E come ogni anno il  Festival sarà a ingresso libero.
Il PBF ha il patrocinio del Centro per il libro e la lettura del Ministero per i beni e le attività culturali. È promosso dalla Regione Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Pisa, Comune di Montescudaio e Fondazione CariPisa.
Come già annunciato sarà l’esule cinese Gao Xingjian, ora naturalizzato francese e vincitore del Nobel per la letteratura nel 2000, a inaugurare la kermesse. Alle 10 di venerdì 21, nella sala che in suo onore è stata ribattezzata “Tiananmen”.

Ieri a Palazzo Farnese si è tenuta la presentazione del Festival. Sono intervenuti Jean-Marc de La Sablière, ambasciatore della Francia in Italia, Lucia Della Porta direttrice del Pisa Book Festival e il Sindaco di Pisa Marco Filippeschi. Inoltre erano presenti Andrea Pieroni, Presidente della Provincia di Pisa, Cosimo Bracci Torsi, Presidente della Fondazione Caripisa e Antonietta Sanna, responsabile del Paese ospite.
"Ritengo del tutto legittimo che gli scambi italo-francesi in ambito letterario siano celebrati quest’anno a Pisa - ha affermato Jean-Marc de La Sablière, Ambasciatore di Francia in Italia - l’interesse degli scrittori francesi per l’Italia non è certo una novità. Senza risalire fino a Montaigne e Du Bellay, protagonisti della letteratura francese influenzati dai loro soggiorni italiani, basta pensare a Chateaubriand, a Stendhal, e più recentemente a Philippe Sollers o a Jean d’Ormesson, fino alle generazioni più vicine. Per esempio, Stéphane Audeguy che ha pubblicato da poco un romanzo intitolato Rom@, ispirato proprio dal suo soggiorno a Villa Medici nel 2010. E naturalmente, come non citare Pisa 1951 di Dominique Fernandez, quest’anno ospite d’onore del festival. Se ho fatto questo rapido elenco, è per dirvi che sebbene il Pisa Book Festival sia dedicato quest’anno alla Francia, i legami che uniscono i nostri due paesi in ambito letterario, sono da tempo sotto il segno dello scambio e della reciprocità".

"Tantissimi saranno gli incontri e le novità di quest'anno - ha sottolineato la direttrice del Festival, Lucia Della Porta - con la sezione junior che cresce e va a colmare uno spazio vuoto, quello del fumetto e poi per i più golosi l’Angolo Gourmand, con chef internazionali in azione senza dimenticare uno spaccato sulle nuove professioni dell'editoria dall'e-book in poi".
Il primo cittadino Filippeschi ha dichiarato che Pisa sta investendo molto sulla sua tradizione culturale: "Spero che presto il Pisa Book Festival possa avere uno spazio in più nei sotterranei del Bastione San Gallo del Giardino Scotto". Il Sindaco di Pisa accoglierà domenica 23 alle 15 Dominque Fernandez che presenterà il suo Pisa 1951. E a rafforzare l'idea delle grandi energie impiegate per una rivitalizzazione culturale del territorio era presente anche il presidente della Provincia Andrea Pieroni. "Proprio in virtù del buon lavoro fatto con questa iniziativa - ha annunciato Pieroni -  la Provincia presenzierà con un desk dedicato e con un seminario di confronto sulla realtà editoriale e libraria di oggi".

Il Pisa Book Festival è sostenuto da sei anni dalla fondazione Caripisa il cui presidente Cosimo Bracci Torsi ha voluto in particolar modo porre l'attenzione, durante la presentazione di ieri, sulla diffusione del festival che ha ormai raggiunto una notorietà nazionale grazie alla sua originalità, agli obietivi e ai risultati molto precisi. "E' necessario - ha aggiunto Bracci Torsi - puntare sul recupero dell'efficienza delle iniziative ed è fondamentale concentrarsi su una scala di priorità come avviene in Francia, perché le risorse per le attività culturali sono scarse".
Infine ha preso la parola Antonietta Sanna, responsabile Paese ospite: "Quella francese è una letteratura mondo, una lingua di accoglienza. Attraverso la Francia daremo uno sguardo complessivo a tutto il Mediterraneo".

 

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