Anna Cappelli con Maria Paiato a Cascina

Di Annibale Ruccello
Con Maria Paiato
Scene Francesco Ghisu
Costumi Gianluca Falaschi
Luci Carmine Pierri
Trucco Vincenzo Cucchiara
Foto di scena Pepe Russo
Aiuto regia Sandra Conti
Regia Pierpaolo Sepe
Produzione Fondazione Salerno Contemporanea Teatro stabile di innovazione

Chi potrebbe dire che quella giovane donna che entra in scena vestita di rosa, abito buono da signora perbene degli anni '60, è stata capace di uccidere e mangiare l'uomo che l'ha tradita? La sua incredibile storia, raccontata in un crescendo da thrilling da Annibale Ruccello (autore geniale morto a soli 30 anni nel 1986) consente a Maria Paiato un'interpretazione strepitosa.

Maria ed io abbiamo deciso di continuare a studiare le possibilità di messa in scena del monologo. Dopo il lavoro su Erodiade di Giovanni Testori, abbiamo pensato di affrontare Anna Cappelli di Annibale Ruccello. Il testo è insidioso e pieno di trabocchetti. Il delirio naturalistico e minimale, ambientato in una miserabile Italietta degli anni Sessanta, a una lettura poco attenta può sembrare scarsamente dotato di una vena originaria limpida e necessaria; ma a uno sguardo più accorto non sfugge la mostruosa e depravata sottocultura piccolo-borghese che invade ogni respiro del dramma, incarnandosi in una donnina in apparenza docile e insignificante. L'intelligenza dell'autore sta nel nascondere, dietro la follia della normalità, un processo culturale drammatico che ha vissuto il nostro paese: la protagonista del dramma porta in sé la miseria degli anni in cui divenne importante avere piuttosto che essere. Il principio del possesso, che ancora guida le nostre vite, si affermò ingoiando tradizioni culturali nobili e preziose. Fu in quegli anni che Pasolini urlò il dolore di chi avvertiva il pericolo che la sua stessa opera potesse perdere forza poetica e politica a causa di una dispersione drammatica di senso e di una tentazione di immoralità capitalistica. Fu in quegli anni che perdemmo l'onore. Fu in quegli anni che nacquero i cannibali, i padri della cultura odierna. Il nostro studio segna un primo approccio a questo dramma complesso e dal significato profondo e doloroso. È l'oscuro scrutare di Ruccello che cercheremo di restituire con adesione intellettuale ed emotiva. È come se ci trovassimo al cospetto di un noir, in cui l'assassino è l'affermarsi di principi capaci di alterare le nostre nature, le nostre coscienze, le nostre azioni, i nostri destini e trasformarci in merda.

 

INCONTRO
Martedì 11 marzo alle 18.30 nel ridotto del teatro Maria Paiato (ingresso libero).

Ore 21.00 (Sala Piccola) spettacolo ANNA CAPPELLI.

Possibilità di aperitivo a 5 euro o cena alla carta presso il Ristorante del Teatro. E' gradita la prenotazione al 348.4404671.

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