Dall’Università di Pisa arriva un metodo 'total green' per conciare le pelli

Dalla collaborazione tra POTECO e dipartimento di Chimica nasce un brevetto che potrà avere un importante impatto sul settore conciario accelerandone il progresso verso processi e prodotti totalmente eco-sostenibili

Il gruppo di ricerca con la professoressa Raspolli Galletti (ultima a destra)

Nel mondo della lavorazione delle pelli arriva una piccola rivoluzione 'green': grazie a uno studio condotto dai ricercatori del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa, in collaborazione con il Polo tecnologico conciario (POTECO), è stato brevettato un processo conciario innovativo che prevede l’utilizzo di agenti chimici 'metal free' in grado di garantire un basso impatto ambientale e, allo stesso tempo, prospettive di crescita e innovazione per il territorio.

Il brevetto apre nuovi scenari nel panorama dei concianti ottenibili da materie prime rinnovabili, proponendo una nuova classe di agenti non tossici e biodegradabili. Infatti sono state sperimentate con ottimi risultati molecole innovative facilmente ottenibili direttamente da biomasse presenti sul territorio. L’innovativo sistema di concia rende così possibile l’ottenimento di un prodotto finito con caratteristiche estetiche e funzionali ottimali, rispettando l’ecosistema e garantendo la massima sostenibilità ambientale ed economica.

La ricerca applicata è stata condotta presso i laboratori del Polo Tecnologico Conciario, diretto da Domenico Castiello, e presso i laboratori del gruppo di ricerca della professoressa Anna Maria Raspolli Galletti del dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Pisa: "Oltre all’assoluta novità delle molecole concianti proposte, finora mai prese in considerazione da alcun gruppo di ricerca industriale o accademico nel mondo, il grande punto di forza di questa invenzione è rappresentato dalla loro assenza di tossicità e dalla possibilità di usare esclusivamente materie prime rinnovabili - spiega la professoressa Raspolli - i materiali di partenza sono infatti disponibili nel territorio toscano, sono a basso costo o addirittura scarti agro-alimentari, e il processo di conversione studiato risulta ambientalmente ed economicamente sostenibile".

Sicuramente questa scoperta non avrebbe potuto aver luogo senza la stretta sinergia tra l’Università di Pisa e POTECO, e si è avvalsa delle grandi competenze e delle apparecchiature specifiche disponibili presso i laboratori di Castelfranco: "Questa collaborazione - conclude la professoressa Raspolli - ci ha permesso di trasformare un’idea progettuale in un risultato concreto che può avere un importante impatto sul settore conciario accelerandone il progresso verso processi e prodotti totalmente eco-sostenibili ed al tempo stesso offre valide opportunità formative nel settore della chimica conciaria a laureandi e borsisti della nostra Università".

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