Calambrone: la 'città dei bambini' del regime

Fondato nel 1932, il terzo centro della costa pisana accoglieva le colonie estive organizzate dal regime. Dopo l'oblio del dopoguerra, l'insediamento negli anni 2000 è tornato a nuova vita

2. L'architettura di regime

La costruzione degli spazi e degli edifici da consegnare alle colonie estive venne affidata agli architetti di regime, che ricevettero le commissioni dagli enti pubblici e dalle associazioni fasciste. Il criterio che guidava gli esperti era l'architettura razionalista, ispirata dalla filosofia futurista elaborata da Marinetti. Sia negli edifici pubblici, sia nei quartieri popolari che nei palazzi destinati alla borghesia, si poteva riconoscere un tratto comune di uniformità di stile. Il richiamo all'antica Roma era costante, grazie all'inserimento nelle facciate di fasci littori, torri, archi decorati e colonnati. 

Calambrone però ebbe fin da subito la particolarità di non uniformarsi completamente all'architettura di regime. I professionisti che lavorarono alla sua costruzione riuscirono a fondere in un buon equilibrio palazzi caratterizzati da stili differenti e variegati, proponendo quasi una rassegna delle forme più caratteristiche del '900.

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