Capodanno pisano: da oltre un millennio Pisa entra nel nuovo anno prima del resto dell'Italia

Risale almeno al 10° secolo la scelta di celebrare il nuovo anno in concomitanza con l'incarnazione di Gesù nel ventre di Maria. Da qui ha origine il calendario in 'stile pisano'

Nove mesi in anticipo rispetto al resto dell'Italia. Grazie alla riscoperta e alle manifestazioni storiche collegate alla celebrazione del capodanno in 'stile pisano', la città di Pisa può festeggiare nel nuovo anno per prima in tutta la penisola. Ciò può avvenire grazie al calendario 'ab incarnatione domini', che all'incirca dal 900 dopo Cristo fu adottato dalla nascente Repubblica come scansione temporale ufficiale.

1. Varietà di calendari

Oggi siamo abituati a vivere scanditi da un calendario uniforme, accettato a livello globale come forma ufficiale di divisione dell'anno. In antichità invece era molto frequente che alcuni regni, o zone geografiche, scandissero l'incedere delle giornate con delle divisioni molto difformi tra di loro. Senza risalire troppo indietro, ai tempi della repubblica romana l'inizio dell'anno coincideva con le calende di marzo, fissate all'inizio del mese. Fu Giulio Cesare a codificare l'1 gennaio come inizio del nuovo anno, momento in cui si rinnovavano anche le cariche consolari. Addirittura anche il 25 dicembre, data di festa per eccellenza in tutto il mondo cristiano, altro non è che un prestito della chiesa dai riti pagani. Sempre gli antichi romani in quel giorno celebravano la vittoria della luce sull'oscurità, ed il prolungamento delle giornate. 

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Con la caduta della dominazione romana, poi, ciascuna zona perse progressivamente contatto e legami con gli usi e i costumi imperiali, finendo per creare delle nuove tradizioni ibride, frutto della fusione di più influenze: da quelle tribali ed etniche a quelle religiose.

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