Il Gioco del Ponte: un carrello e dodici magistrature a simbolo della 'pisanità'

Le origini del gioco si perdono nel Mazzascudo medievale. I Lorena lo interruppero perché troppo legato all'orgogliosa tradizione storica della città, e dal 1982 chiude il 'Giugno Pisano'

Ogni anno Pisa rispolvera le sue antiche vesti di fiera Repubblica marinara, riscoprendo l'orgoglioso senso di appartenenza dei suoi abitanti a ciascun quartiere che forma la città e le sue zone limitrofe. Ciò che migliaia di appassionati, turisti e curiosi vedono l'ultimo sabato del mese di giugno è l'evento conclusivo del 'Giugno Pisano', ma la preparazione del Gioco del Ponte dura tutto l'anno, e affonda le radici nella storia millenaria della città.

1. In origine era il Mazzascudo

Alcune ipotesi accreditano la nascita del precursore del Gioco del Ponte già all'epoca classica, ma la mancanza di fonti certe in questo senso non ha mai fatto prendere quota a questa teoria. Molto più verosimilmente l'antenato del Gioco è il Mazzascudo, che già nel 13° secolo veniva praticato in Toscana e in Umbria. Questo gioco aveva lo scopo di addestrare gli uomini alla guerra, ed aveva infatti tutte le caratteristiche di una battaglia simulata. Da alcune fonti è emerso che, con tutta probabilità, veniva praticato durante il periodo di carnevale nella Piazza degli Anziani, l'odierna Piazza dei Cavalieri. I combattenti, equipaggiati con mazza, corazza e scudo, si sfidavano per tutta la giornata sia a duello singolo, sia in uno scontro generale che coinvolgeva le due parti in lotta: il 'Gallo' e la 'Gazza'. Fu proprio questa divisione a suggerire ai partecipanti di spostare la sfida sul ponte Vecchio, oggi ponte di Mezzo, con l'obiettivo della conquista della sponda (parte) avversaria.

Fu con il passaggio sul ponte che le due parti presero il nome di Tramontana e Mezzogiorno: le sfide avvenivano con squadre formate da circa 50-60 combattenti ciascuna, che si distinguevano per i diversi colori delle camicie indossate sopra alle armature. Le due squadre sfidanti si schieravano in corrispondenza della 'mezzeria' del ponte, disponendosi a seconda della tattica militare che intendevano utilizzare. La durata degli scontri non era, in principio, regolamentata, e poteva arrivare anche alle due ore. Successivamente venne fissata a 45 minuti.

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