Morsi di vipera, cosa fare e come comportarsi: "Prima regola, rimanere calmi"

Il dottor Alessandro Cipriano, medico dell'unità operativa Medicina d'urgenza e Pronto soccorso dell'Aoup spiega come comportarsi dopo essere stati morsi dal serpente

Morsi di vipere: in estate, facendo escursioni e passeggiate, il rischio sale ma non è circoscritto solo ad aree naturali montane. Per questo è bene sapere come comportarsi e cosa fare nei primi istanti successivi alla morsicatura. A spiegarlo è il​ dottor Alessandro Cipriano, medico dell'unità operativa Medicina d'urgenza e Pronto soccorso dell'Aoup.

Rimanere calmi e aspettare i soccorsi

"La prima cosa da fare - spiega Cipriano - è rimanere calmi. Il danno da morso di vipera non avviene infatti prima di 12/24 ore. Per cui se si viene punti ad esempio in mezzo ad un bosco il consiglio è quello di chiamare i soccorsi e rimanere fermi ad attendere l'ambulanza. Più ci si muove più il sangue circola velocemente nel nostro organismo, diffondendo così più rapidamente il veleno. Si può poi applicare localmente, quindi sul morso, anche del ghiaccio che rallenta la diffusione del veleno, e, se si viene morsi ad una gamba o a un braccio, mettere l'arto in scarico. Sempre localmente si può poi applicare una fasciatura moderatamente stretta, in modo da limitare la circolazione del sangue e con essa la circolazione del veleno".

Per il resto, spiega ancora Cipriano, la ferita non va toccata. "Non serve provare a succhiare via il veleno o cose del genere: sono totalmente inutili".

Ma cosa accade quando i pazienti arrivano al Pronto Soccorso? "Li facciamo aspettare - prosegue Cipriano - e valutiamo come si evolve la situazione nell'arco di 12/24 ore. Tutto dipende infatti dal tipo di serpente che ci ha morso, dalla quantità di veleno iniettata e dalla persona colpita. Dalle nostre parti l'unico serpente velenoso è la vipera. Il corpo umano spesso riesce comunque a difendersi da sè. Nei casi più gravi somministriamo invece il siero antivipera. A meno che non sia proprio necessario il siero non viene però somministrato perchè presenta un alto rischio di provocare uno shock anafilattico nel paziente. Ecco perchè lo utilizziamo raramente e con prudenza: il siero, infatti, altro non è che l'anticorpo che si ottiene iniettando il veleno della vipera nel cavallo. Il corpo umano lo riconosce quindi come estraneo".

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Qualcosa si può poi fare anche dal punto di vista della prevenzione. "Quando ci si addentra in zone a rischio - conclude Cipriano - è importante utlizzare un abbigliamento adeguato che copra gli arti e protegga caviglie, gambe e braccia. E' poi utile muoversi facendo rumore, magari con un bastone o cose del genere, perchè i serpenti in generale e le vipere in particolare in questo modo ci sentono e tendono a nascondersi".

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