Rifondazione e Una città in comune: "Faremo di Pisa una città della pace, non a parole ma coi fatti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

La coalizione di sinistra alle prossime comunali, costituita da Rifondazione Comunista e la lista Una città in comune, ha presentato davanti l'aeroporto militare di Pisa le proprie proposte in materia di pace e di ripudio della guerra.

"Il nostro è un territorio fortemente militarizzato - ha esordito Federico Oliveri, coordinatore cittadino di Rifondazione Comunista. "Si va dalla base USA di Camp Darby all'aeroporto militare, individuato nel 2010 come futuro HUB militare, ossia punto unico di partenza e arrivo del trasporto di mezzi e uomini da e per l'Italia. Quando si diffuse la notizia di questo progetto - ricorda Oliveri - il sindaco Filippeschi si disse onorato della scelta fatta dal ministero della Difesa. Non crediamo che i cittadini siano dello stesso avviso: già oggi chi abita nei quartieri di Pisa Est, sorvolate dagli aerei, vive un disagio che con l'aumento di voli legato all'apertura dell'HUB militare sarebbe ancora maggiore. Per non parlare delle questioni legate alla sicurezza: non dimentichiamo che nel novembre del 2009 un C-130 dell'aeronautica è precipitato sulla linea ferroviaria Pisa-Roma subito dopo il decollo".

E conclude: "Non solo ribadiamo la nostra contrarietà al progetto, ma crediamo che l'assenza di informazione e partecipazione dei cittadini con cui l'amministrazione Filippeschi ha condotto la vicenda dell'HUB siano l'esempio di una cattiva politica a cui noi siamo completamente alternativi".

"C'è una contraddizione evidente - sottolinea Francesco Auletta, candidato sindaco della coalizione - tra il sostegno ai progetti di sviluppo del traffico civile e al piano di investimenti della SAT, società quotata in borsa, e l'accondiscendenza di questa amministrazione all'espansione dell'aeroporto militare. Va messo all'ordine del giorno il superamento dell'attuale primato del militare sul civile: il Galileo Galilei non dovrebbe più essere un aeroporto militare aperto al traffico civile, ma dovrebbe rientrare interamente sotto una gestione civile".

E aggiunge: "L'accondiscendenza di questa amministrazione al settore militare è evidente anche nel caso di Camp Darby: non si è mai dato seguito alla mozione, approvata nel 2007 in Consiglio Comunale, che chiedeva la riconversione ad usi civili della base; negli anni passati sono state ascoltate favorevolmente le richieste di ampliamento e maggiore navigabilità del Canale dei Navicelli, per facilitare il trasporto di armi tra la base e il porto di Livorno. Da parte nostra c'è l'impegno ad andare verso la smilitarizzazione di Camp Darby e del Canale dei Navicelli".

Le proposte della sinistra riguardano anche la cultura della pace: "Crediamo che il buon governo della città - afferma Giorgio Gallo, candidato della lista Una città in comune e docente dell'università di Pisa - richieda a tutti livelli una gestione non violenta dei conflitti. Per questo proponiamo, tra l'altro, di istituire figure di mediatori socio-culturali negli vari uffici comunali e nei quartieri; chiediamo che la polizia municipale venga formata alla gestione creativa e non-violenta delle situazioni di tensione; pensiamo che le caserme dismesse debbano essere utilizzate per finalità sociali e culturali".

Riguardo alla cosiddetta Giornata della Solidarietà, la posizione della sinistra è di criticità e di alternativa: "Anche quest'anno - rileva Martina Pignatti, presidente nazionale di Un Ponte per... - si confondono i piani della guerra e della pace, affidando al solo personale militare la presentazione alle scuole delle questioni legate all'articolo 11 della Costituzione, quello che sancisce il ripudio della guerra da parte dell'Italia. Crediamo che l'amministrazione comunale debba coinvolgere le scuole e le famiglie in maniera più attiva, e farsi promotrice, insieme alle tante associazioni che si occupano di gestione non-violenta dei conflitti, di veri percorsi di educazione alla pace. Fuori dalle caserme".

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