Centro di raccolta rifiuti di Porta a Mare, Ucic-Prc: "Il Comune paga due volte la stessa opera"

Il gruppo consiliare afferma che saranno previsti dall'amministrazione nella prossima variazione di bilancio 240mila euro per realizzare (di nuovo) il centro di raccolta a Porta a Mare, dopo che erano stati già spesi 300mila euro nel 2013

I lavori alla rotatoria di via Gargalone

Stessa opera, nuovo finanziamento. 'Una Città in Comune-Rifondazione Comunista' annuncia che "il Comune di Pisa si prepara, con la variazione di bilancio che verrà discussa giovedì 26 novembre in consiglio comunale, a spendere 240mila euro per realizzare un nuovo centro di raccolta dei rifiuti per i cittadini di Porta a Mare. Sembrerebbe una buona notizia, se non fosse che la stessa opera era stata realizzata quasi tre anni fa!".

Nel febbraio 2013 la stazione ecologica era stata inaugurata in via del Gargalone, costo dell'opera circa 300mila euro. Il servizio era stato previsto per agevolare i cittadini della zona ovest della città nel conferimento dei rifiuti ingombranti e delle varie categorie non conferibili nei normali cassonetti.

Nell'ambito dell'approdo di Ikea nel gennaio 2014 il centro di raccolta è stato chiuso e smontato, per essere trasferito più lontano dal punto vendita come da richiesta del colosso svedese. L'accordo prevedeva che la 'Sviluppo Navicelli' si occupasse del trasferimento. "Assecondare qualsiasi richiesta della multinazionale era l'imperativo dell'amministrazione - scrive Ucic-Prc - e così senza chiedere alcuna garanzia "la più semplice sarebbe stata quella di acconsentire allo smantellamento della stazione ecologica solo dopo la realizzazione della nuova) eccetto delle fideiussioni dell'amministratore unico della Sviluppo Navicelli, Stefano Bottai, che erano carta straccia, si accettava che la Sviluppo Navicelli Spa smantellasse un'opera pubblica con l'impegno di realizzare quella nuova a proprie spese".

L'intervento è rimasto inevaso, con poi il fallimento della società Navicelli e la recente scoperta delle garanzie inutili per l'opera. "E i cittadini di Porta a Mare, Cep, La Vettola, San Piero, continuano a stare senza un servizio per cui però sono stati già spesi 300mila euro".

"Per sbloccare la situazione - spiegano infine Auletta e Ricci - in attesa di una procedura fallimentare che non si sa se mai vedrà la fine, il Comune di Pisa stanzierà nuovamente la somma già spesa meno di tre anni fa per realizzare l'opera, con l'ulteriore beffa di doverla realizzare ancor più lontana dall'abitato. Ovvero pagheremo due volte le stesse strutture e peggioreremo il servizio: forse, amministrando meglio i soldi dei cittadini, avremmo potuto impiegare quelle risorse per mettere in sicurezza qualche scuola, o migliorare le condizioni dei marciapiedi in città". 

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