Centro per il rimpatrio a Pisa, i consiglieri attaccano: "Scelta dannosa per Pisa"

Antonio Mazzeo e Alessandra Nardini dalla Regione Toscana criticano l'ipotesi del Governo e l'amministrazione comunale

Fa discutere la notizia di una possibile apertura di un Centro per il rimpatrio a Pisa, ipotesi affrontata anche dal sindaco Michele Conti, che non si è detto contrario in caso di garanzie fornite dal Governo. Sono preoccupati per possibili ripercussioni negative sul territorio i consiglieri regionali Pd Antonio Mazzeo e Alessandra Nardini.

"Come fece Berlusconi nel 2011 - afferma Mazzeo - Salvini ripropone l'ipotesi di costruire un Cpr a Coltano. La mia domanda è semplice: è questo lo strumento giusto da utilizzare o è il solito spot usato per farsi pubblicità sulla pelle della nostra città? A guardare quello che sta accadendo direi senza dubbio la seconda. Come col (finto) decreto sicurezza l'unico risultato che si rischia di ottenere è quello di ritrovarsi con centinaia di persone, una volta scaduti i termini di permanenza nel Cpr, che si riverseranno sul nostro territorio senza sapere cosa fare e dove andare".

"E' questo il modello - insiste il consigliere - che ha in testa Salvini? E' così che si garantisce dignità alle persone e sicurezza ai cittadini? La realtà è che avevano promesso mezzo milione di rimpatri ma nei primi mesi del governo Lega-M5S il numero è stato nettamente inferiore a quanto fatto l'anno precedente, in un periodo analogo dal ministro Minniti. E Salvini non ha stipulato alcun nuovo accordo coi paesi d'origine dei migranti stessi. E dopo i roboanti annunci sulle forze dell’ordine puntualmente disattesi (dove sono gli aumenti promessi negli organici?), ora la realtà rischia di presentare di nuovo il conto: scaricare sul nostro territorio il peso dei loro spot senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze e senza alcun tangibile beneficio per nessuno è semplicemente da irresponsabili. Ed è inaccettabile che su tutto questo, a oggi, il territorio non sia stato minimamente coinvolto. Non so se il sindaco di Pisa sia disposto, anche stavolta, a subire passivamente i diktat che arrivano dai suoi capi politici, ma per quel che mi riguarda presenterò una interrogazione al presidente della giunta regionale per sapere se e come il ministero ha coinvolto l'ente e comunicato eventuali decisioni che, per la loro delicatezza e le loro ripercussioni sulla comunità, non possono essere relegate semplicemente a un annuncio spot".

Anche Alessandra Nardini attacca Lega ed amministrazione comunale: "La politica dei rimpatri indiscriminati, la grande promessa di Salvini, è prima di tutto inumana, sbagliata, contraria al diritto internazionale. Ad essere destinati ai cosiddetti Cpr saranno prevalentemente i richiedenti asilo senza passaporto, per i quali valgono convenzioni internazionali che ne complicano molto la situazione. Dopo sei mesi queste persone entreranno in una paradossale situazione di irregolarità legale. Dunque di cosa stiamo parlando a proposito della ennesima proposta di un Cpr a Coltano, sulla quale Ceccardi e Conti si sperticano tanto a compiacere il loro capo, Salvini? Parliamo di un luogo, ad oggi fatiscente, su cui verrebbe fatto un grosso investimento di soldi pubblici per trasformarlo in un parcheggio di persone escluse da seri percorsi di inclusione, ferme lì in attesa di diventare irregolari e, prevedibilmente, darsi poi alla clandestinità".

"Già nel 2011 ci opponemmo a questa ipotesi - conclude la Nardini - e ne evitammo la realizzazione e oggi, con coerenza, ribadiamo il nostro no ai Cpr e all'idea di aprirne uno a Coltano, perché siamo per un'integrazione programmata, vera e diffusa e non per creare nuovi templi di emarginazione sul territorio. Se Salvini non sa gestire le conseguenze impreviste del suo Scellerato Decreto non deve essere Pisa a pagarne le consegueze. Ceccardi e Conti, state svendendo Pisa sull'altare dell'incompetenza del Ministro dell'Interno, questa è la verita!".

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