Dimissioni del segretario provinciale del Pd: "Tempo scaduto"

Il dimissionario Fabrizio Cerri: "Nessuna iniziativa concreta affinché rivedessi la mia posizione"

Al centro Fabrizio Cerri nella sede del PD di Pisa

Si era detto disponibile a tornare sui suoi passi "purché ci sia un azzeramento totale delle vicende che mi hanno portato a dimettermi". Ora però "il tempo è scaduto". Diventano "irrevocabili" le dimissioni di Fabrizio Cerri da segretario provinciale pisano del PD. 

"Lunedì 22 giugno - spiega Cerri in una nota - ho reso nota la mia volontà di rassegnare le dimissioni dalla carica di segretario provinciale del PD Pisano per questioni che ho chiarito in conferenza stampa. Sono stato eletto con spirito unitario, per portare il PD provinciale fuori dall'immobilismo. Per farlo serve un mandato politico vero e se si pensa di potermi imporre nomi e scelte, se si preparano lettere firmate pensando di condizionare i miei comportamenti, se si fanno articoli sui giornali per condizionare decisioni l'ho detto e lo dico chiaramente: non ci sto. Mi sono reso disponibile a ricoprire il ruolo di segretario per lavorare a un cambiamento reale rispetto al passato, non per sopravvivere nella gestione di vecchie e dannose dinamiche correntizie e atteggiamenti padronali".

"Subito dopo le mie dimissioni - prosegue Cerri - il Consigliere Regionale Antonio Mazzeo, che ha dato l'impulso per le forzature inammissibili e inaccettabili che ho denunciato dimettendomi, ha chiesto pubblicamente che io rivedessi la mia posizione, revocando le dimissioni. Ho visto questo fatto come una novità positiva e un'apertura al dialogo. Per questo, e per il bene della nostra comunità, ho subito dato la disponibilità a prendere in considerazione la revoca delle dimissioni, a patto che si rimuovessero le cause che le avevano determinate".

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"Ad oggi, però - prosegue l'ex segretario provinciale del PD - devo constatare che nessuna iniziativa concreta è stata intrapresa da parte dello stesso Mazzeo, neanche una semplice telefonata. Per questo sono costretto a prendere atto che le sue dichiarazioni altro non erano che semplici auspici e non una chiara e precisa volontà di cambiamento nell'approccio politico. Credo si debba definitivamente costatare che nessuna delle condizioni politiche da me poste è stata presa in considerazione. Come se non bastasse proprio in questi giorni e nel mezzo di questa fase delicata, abbiamo addirittura assistito a nuove autocandidature a mezzo stampa per le prossime elezioni regionali, fuori da una discussione del partito e anticipando le regole e gli indirizzi che, la direzione regionale del Pd sta definendo. Per queste ragioni ritengo che, nell’interesse generale del Partito Democratico, si debba considerare definitivamente conclusa la fase di verifica delle condizioni poste con la richiesta di ritirare le dimissioni, ribadendo che le stesse sono da ritenersi irrevocabili". 

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