Consorzio di bonifica, Diritti in Comune: "Basta con i giochi di potere, si pensi al territorio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Le dimissioni di Giacomo Sanavio da membro eletto dell'Assemblea del corso 4 Basso Valdarno e candidato alla Presidenza, comprensibile esito dello stallo volutamente prodotto in questi mesi, rappresentano una grandissima ferita per la vita democratica e per la tutela del territorio della nostra Regione. La cosa inaudita e senza precedenti è che a impedire l'elezione del Presidente - cioè lo stesso Sanavio la cui lista “Territori” aveva conseguito ben l'83% dei consensi  - e a non dare seguito al mandato popolare siano state delle istituzioni: la Regione Toscana in prima fila e a seguire diversi comuni che in maniera ripetuta e scientifica hanno fatto mancare il numero legale. Non solo. Il comportamento della Regione Toscana  è ancora più grave visto che il consiglio regionale in maniera volutamente omissiva non sta procedendo alla nomina del proprio rappresentante.
Sulla base di un intreccio perverso tra gruppi di potere, alleanze spericolate tra il Pd e la Lega e interessi personali di singoli amministratori si viola uno dei principi basilari della democrazia elettiva, sanciti nella nostra Costituzione. Sconcertante è il silenzio del Presidente della Regione, Enrico Rossi, che su questo campo sembra subire la condotta inammissibile dell'assessora all’ambiente Fratoni, mentre Pd e Lega che in un gioco delle parti fanno finta di farsi opposizione sono evidentemente alleati su interessi convergenti di piccolo cabotaggio. In altre parole si gioca un pezzo della prossima campagna elettorale per le regionali e la gestione delle risorse a disposizione del Consorzio, infischiandosene del voto di migliaia e migliaia di cittadine e cittadini e delle finalità pubbliche che si dovrebbero perseguire. 
La cosa appare ancor più odiosa in quanto la lista “Territori”, risultata ampiamente vincente nelle urne, esprimeva un promettente tentativo di tenere insieme il mondo agricolo (con tutte e tre le sue organizzazioni) e quello ambientalista, ottima premessa per una gestione del territorio proficua e lungimirante.
Chi oggi sta guardare ed è silente diventa complice di questo sistema di interessi. Noi non ci stiamo e riteniamo doveroso difendere il responso delle urne. Chiediamo a Sanavio di ritirare quindi le proprie dimissioni e alla Regione e ai Comuni di fare il loro dovere garantendo lo svolgimento della elezione del Presidente nella ultima seduta utile, prima del commissariamento, del prossimo 18 luglio. 
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