Consiglio Comunale e violenza sulle donne: "Corsi gratuiti di autodifesa femminili"

La proposta, avanzata dalla Lega, è stata votata nel corso dell'ultima seduta dell'assemblea cittadina. Le opposizioni: "Solo propaganda, le vostre politiche sono contro le donne"

Il Consiglio Comunale di Pisa ha approvato nella seduta di martedì, 14 maggio, una mozione presentata dalla Lega che impegna il sindaco e la giunta "ad attivarsi per organizzare, promuovere e finanziare corsi di autodifesa femminili". Il documento è stato approvato con i voti favorevoli di Lega, Nap-Fdi, Forza Italia e Patto Civico.

"In questo momento storico e sociale - ha spiegato a consigliera leghista Brunella Barbuti presentando la mozione - il trend delle violenze sulle donne, sia domestiche che esterne, purtroppo è fortemente in crescita. Anche per le amministrazioni comunali la lotta alla violenza e ai soprusi verso le donne deve essere una priorità, i corsi di autodifesa femminile possono contribuire ad aiutare le donne a difendersi da eventuali aggressioni e sicuramente accrescono il loro autocontrollo".

A votare contro invece Pd, M5S e Diritti in Comune. "Questa mozione - ha detto il consigliere di Diritti in Comune, Ciccio Auletta - è una presa di giro nei confronti di tutte quelle donne che hanno veramente subito una violenza. Non serve un corso di autodifesa, serve invece investire in cultura ed educazione. Questa maggioranza, però, ha ridotto tutti i fondi per la lotta al bullismo, per la lotta agli stereotipi di genere e contro le discriminazioni uscendo dalla rete Ready. Ha con sè un assessore che ha definito 'naziste' le esponenti della Casa della Donna, che da tempo lottano per difendere le donne e i loro diritti, mentre a livello nazionale questo governo ha tagliato milioni di euro ai centri antiviolenza. Le vostre politiche sono contro le donne e con questa mozione state facendo solo propaganda".

"La cultura può essere fatta anche con un corso di autodifesa - ha ribattuto il consigliere di Nap-FdI, Maurizio Nerini - certo non risolverà il problema ma aiuta". Sulla stessa linea il consigliere di Patto Civico, Antonio Veronese, secondo cui l'iniziativa è "un valido strumento a salvaguardia della donna". Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Gabriele Amore ha invece sottolineato come "il vero problema di fondo è che si pensa di poter delegare ai cittadini la propria autodifesa e la propria autotutela. Così come fatto, a livello nazionale, con legge sulla legittima difesa. Il compito delle istituzioni è invece quello di garantire condizioni di sicurezza adeguate per tutti".

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