Legge Salvini: la Regione Toscana ha presentato il ricorso alla Corte Costituzionale

Secondo la Toscana questa legge creerà "più irregolari e maggiore insicurezza" andando a ledere anche "le competenze regionali e dei comuni"

La Regione Toscana ha notificato ieri, 31 gennaio, il ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge Salvini. La Toscana, assieme ad altre regioni come il Piemonte, l'Umbria e l'Emilia Romagna, aveva per prima annunciato il ricorso, ad inizio gennaio, contro il provvedimento del governo. Secondo la Regione questa legge creerà infatti "più irregolari e maggiore insicurezza". 

"E' evidente - sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi - come con questa legge si ostacoli il soddisfacimento di un nucleo di diritti fondamentali e universali che appartengono alla persona e già ribaditi da più sentenze. C'è poi c'è anche un problema di sicurezza, perché la cancellazione dei permessi umanitari sostituiti con ipotesi limitate di permessi di soggiorno speciali, l'impossibilità dei rinnovi per chi già ce l'aveva non oltre un ulteriore anno, creerà dei fantasmi nella nostre città, visto che non si potranno certo espellere tutti poiché l'Italia non ha accordi di rimpatrio con i paesi di provenienza".

Per l'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli, "si ledono anche le competenze regionali e dei comuni, limitando la possibilità di continuare ad erogare ad esempio servizi, che da questi enti dipendono, in materia sociale e sanitaria, di istruzione e formazione professionale in tutti questi anni erogati. Per questo ricorriamo".

La Regione, in particolare, ha deciso di ricorrere contro l'articolo 1, decimo comma lettera B ed ottavo comma del decreto 113 del 2018, poi convertito in legge: è la norma che abolisce i permessi di soggiorno per motivi umanitari, su cui lo Stato ha titolo di intervenire ma lede le competenze regionali e degli enti locali limitando l'erogazione di una serie di servizi di cui sono responsabili. La Regione Toscana ha impugnato anche l'articolo 1 primo comma lettera F, che interessa i permessi di soggiorno per stranieri vittime di violenza. Si è opposta infine all'articolo 21, primo comma lettera A, che estende il Daspo urbano ai presidi ospedalieri.

"Il ricorso - si sottolinea in una nota della Regione - verrò fatto anche a nome e per conto di oltre sessanta amministrazioni comunali, quei Comuni cioè che espressamente lo hanno richiesto". Tra questi, unico nella provincia di Pisa, anche il comune di Santa Croce sull'Arno.

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