Pd, dimissioni Sonetti: "Ha tenuto inchiodato il partito per interessi personali"

Duri attacchi dagli ex colleghi di partito Mazzeo, Pieroni e Nardini a Massimiliano Sonetti che ha lasciato la segreteria provinciale del Pd per aderire a Italia Viva

L'ex segretario Massimiliano Sonetti

Attaccato dai suoi ormai ex compagni di partito Massimiliano Sonetti, che ha rassegnato le dimissioni da segretario provinciale del Partito Democratico per aderire a Italia Viva di Matteo Renzi.

"Quello che sta accadendo in queste ore a Pisa, con il segretario provinciale del PD che decide di andarsene in Italia Viva solo e soltanto per una propria candidatura al Consiglio Regionale, è quanto di più distante ci sia dal mio modo di fare e vivere la politica - scrive su Facebook il consigliere regionale Pd Antonio Mazzeo - ho già detto (e scritto) che ho trovato profondamente sbagliato anteporre gli interessi personali a quelli collettivi in occasione delle elezioni comunali a Pisa di due anni fa e per la stessa ragione ritengo altrettanto sbagliata, oltre che irrispettosa per la comunità guidata per anni, la scelta fatta oggi da Massimiliano Sonetti. Ma a coloro (e siamo tanti) che hanno davvero a cuore le sorti del nostro partito, dico che se non altro possiamo finalmente far tornare il PD provinciale ad essere il luogo aperto, di confronto e dialogo che merita di essere anziché uno spazio chiuso e perennemente tenuto 'in ostaggio' di discussioni ed incomprensibili equilibrismi interni. Faccio dunque da subito un appello all'unità per trovare, più rapidamente possibile, una soluzione condivisa che ci garantisca di arrivare al congresso e organizzare al meglio il lavoro del partito sul territorio in vista delle Regionali. Io sono convinto che ce la faremo e che tra pochi mesi faremo un grande risultato, con buona pace di chi ha dimostrato una volta di più di pensare solo a se stesso e, come cantava Guccini, 'a una politica che è solo far carriera'".

Critica anche la consigliera regionale dem Alessandra Nardini: "Non entro nel merito di una scelta politica personale, parlo del metodo. Quando guidi una comunità politica devi rispettarla, devi vivere questo ruolo come un servizio, non usarlo finché pensi possa far comodo, saltellando da una parte all'altra a seconda delle convenienze e abbandonandolo quando realizzi che puoi ottenere una prospettiva migliore altrove".
"Ci sarebbe da dire molto anche su quanto scritto nelle motivazioni di questa scelta, ma uso solo un aggettivo: ipocrite - prosegue Nardini - un mix di scuse che arriva al culmine quando si tirano in ballo le correnti da parte di uno che, appunto, è passato da una parte all'altra con tripli salti mortali carpiati in base alla convenienza momentanea, senza mai rompere il cordone ombellicale verso l'universo renziano a cui evidentemente è più affine. Che si tiri in ballo, poi, la vicenda della scelta del candidato sindaco a Cascina, lo qualifica ulteriormente. Di fronte ad una sfida tanto delicata ed importante nessuno si dovrebbe permettere di alimentare polemiche, fratture e divisioni. Invece, come ė accaduto fin troppe volte, Massimiliano Sonetti ha scelto di essere non un arbitro ma un giocatore, evidentemente pensando fosse più conveniente. È successo a Cascina, al penultimo Congresso cittadino di Pisa e, con tentativo maldestro poi corretto, stava per accadere di nuovo anche all'ultimo Congresso pisano. E la lista rischierebbe di essere ancora più lunga".
"Non ho condiviso la scissione guidata da Matteo Renzi, perché la considero nata da esigenze più personali che politiche, ma rispetto chi ha fatto quella scelta in modo disinteressato e rispettoso verso la comunità del PD, che però non merita gli attacchi quotidiani di Renzi - aggiunge ancora la consigliera regionale Pd - è invece per me non rispettabile e avvilente che un segretario decida di abbandonare il proprio partito territoriale di fatto dopo averlo distrutto, svuotato, delegittimato nei suoi organismi dirigenti, mai davvero coinvolti e fatti lavorare. Adesso Massimiliano si dimetta quanto prima anche dall'assemblea nazionale, affinché quel posto possa essere ricoperto al più presto da chi ha davvero a cuore le sorti del nostro partito, aderendo alla fase di cambiamento che si è aperta".

Sulla stessa linea anche il consigliere regionale Pd Andrea Pieroni: "Dopo mesi di latitanza si fa finalmente chiarezza su quali fossero le reali intenzioni di Massimiliano Sonetti - afferma Pieroni - le sue motivazioni per le dimissioni, usate in maniera strumentale tra l’altro, non convincono dato che per quasi un paio di anni ha smesso di fare ciò che era suo dovere e competenza. La verità è che Sonetti, oltre ad essere il segretario della sconfitta del centrosinistra a Pisa, è colui che ha tenuto inchiodato il partito per interessi personali, facendosi scivolare addosso critiche pesanti di sindaci e amministratori sul suo operato. Comunque si presenta adesso l’occasione per rimettere in moto il partito provinciale, per i nostri iscritti, i militanti e gli elettori simpatizzanti, oltre che per il territorio pisano e i nostri amministratori, che spesso si sono trovati sprovvisti del supporto politico che dovrebbe dare loro un segretario provinciale ed un partito. La richiesta è che si riuniscano subito gli organismi e di trovare una soluzione che eviti il commissariamento” conclude Pieroni.

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