Diritti in Comune contro Sindaco e Giunta: "Impediscono il confronto democratico"

Gli esponenti della coalizione: "Atteggiamento autoritario che svuota delle loro funzioni il Consiglio Comunale e le Commissioni"

Ciccio Auletta, consigliere comunale di Diritti in Comune

Disprezzo della democrazia, mancanza di trasparenza e un profilo sempre più autoritario. Sono questi, secondo la coalizione di Diritti in Comune, i tratti che caratterizzerebbero la maggioranza di centrodestra, a un anno dal suo insediamento al governo della città. 

"La discussione democratica - affermano Ciccio Auletta e Tiziana Nadalutti - è un ostacolo da rimuovere costantemente. Così da mesi assistiamo allo svuotamento delle funzioni delle Commissioni e del Consiglio Comunale: temi strategici vengono affrontati attraverso convocazioni d'urgenza, fornendo praticamente all'ultimo minuto il materiale su cui si deve discutere. Materiale a volte incompleto, da discutere e votare in sessioni di un'ora e mezza o due". Una "allergia al confronto" che secondo Diritti in Comune "è la dimostrazione della assoluta debolezza di una Giunta e di una maggioranza che non hanno idee ma che di provvedimento in provvedimento rispondono a sollecitazioni  di gruppi di interesse e alla necessità di una costante propaganda". 

Emblematici di questo approccio sarebbero stati nei mesi scorsi il Regolamento sull'emergenza abitativa e il Regolamento della Polizia Municipale e che oggi "si nota invece questioni urbanistiche, dalle Torri di Bulgarella al Piano Strutturale Intercomunale. Nel primo caso - continuano Auletta e Nadalutti - a fronte di continue richieste di chiarimenti e documentazioni sul progetto del parco delle torri e della situazione debitoria di Bulgarella non si è risposto per mesi, mentre all'ultimo momento l'Amministrazione si è presentata in Commissione con la proposta di rinnovare il piano attuativo all'imprenditore per 5 anni. Sulla base di documentazione assolutamente insufficiente".

"Sulla questione del Piano strutturale intercomunale e del Piano strutturale della città - proseguono gli esponenti di Diritti in Comune - nelle sedi istituzionali si è evitato scientificamente di aprire qualsiasi discussione, per poi portare in fretta e furia delibere urgenti: questo è il caso della sottoscrizione della convenzione con il comune di Cascina, che sarà domani all’esame della Prima Commissione consiliare permanente. Eppure, insieme alle altre opposizioni, avevamo fatto richiesta scritta di affrontare discussione approfondita sulle scelte urbanistiche per tempo".

Una richiesta che sarebbe stata messa in 'stand by' "sostenendo che il Sindaco stesso volesse partecipare. Inutile dire che una data per fare questo non è mai stata trovata, mentre abbiamo dovuto scoprire che l'11 luglio la Giunta aveva già deliberato di fare un Piano strutturale intercomunale insieme a Cascina. L'unica vera motivazione di questa scelta è l'evidente continuità politica delle due amministrazioni. Il territorio non è però costruito intorno a questo, ma è determinato dal complesso delle sue caratteristiche ambientali e socio-economiche.
L'area pisana non è spezzettabile a piacimento da chicchessia, anche se ha vinto le elezioni. L'amministrazione comunale di Pisa si dimostra così incapace di pensare più in là del naso di Conti ed è inaccettabile il suo disprezzo degli strumenti democratici".

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