INTERVISTA | Elezioni a San Miniato, la candidata sindaco Manola Guazzini: "Alternativa al Pd e alla destra"

Guazzini è sostenuta da due liste civiche, CambiaMenti e AttivaMente

Il prossimo 26 maggio si vota per l'elezione del nuovo sindaco di San Miniato. La candidata Manola Guazzini si presenta e traccia le linee guida della propria azione politica.

1. Presentazione del candidato

"Sono Manola Guazzini, ho 52 anni, nata a Ponte a Egola e residente a La Serra, ho avuto in passato importanti esperienze politiche e amministrative, che credo garantiscano esperienza, capacità di governo, capacità di progettazione e di programmazione, rapporto intenso e costante con la popolazione, le diverse categorie sociali, il tessuto dell'associazionismo. Sono stata anche, per circa un anno e mezzo, assessore ai Lavori Pubblici nell'attuale Giunta, e il modo in cui sono stata estromessa dimostra che non ero digeribile per l'attuale sistema di potere".

"La mia candidatura a sindaco è sostenuta da due liste civiche, CambiaMenti e AttivaMente. I nomi sottolineano entrambi la necessità di una forte discontinuità, che deve prima di tutto partire dal cambiamento di schemi mentali consolidati e non più adeguati a una realtà in rapido cambiamento. Sono due vere liste civiche, costruite sulla base del lavoro, durato più di un anno e mezzo, di un gruppo di donne e di uomini che non rifiutano la politica ed i partiti. Ci presentiamo con una proposta complessiva di giunta, che abbiamo presentato contestualmente alla candidatura a sindaco: non crediamo, infatti, all'idea del 'uomo solo al comando', ma crediamo nel confronto e nel contributo di persone di esperienze, sensibilità, culture, provenienze diverse, e abbiamo voluto differenziarci dalla pratica di scambi e di accordi sottobanco, di cui si sente parlare ogni volta... La nostra squadra prevede come cifra prevalente il cambiamento ma anche l'esperienza non è una cosa di cui vergognarsi".

2. Com'è nata e che obiettivi ha la sua candidatura?

"A San Miniato si è andato consolidando nell'ultimo decennio un sistema di potere che si identifica non tanto nel Pd, che ormai appare quasi svuotato di ogni capacità di iniziativa autonoma, quanto dalla Giunta Comunale. E' evidente a tutti che non tutti i cittadini sono uguali davanti al Comune, ma certi gruppi, certi 'amici', lo sono più di altri. E in questo sistema la destra è sempre stata pienamente inglobata. Una vera discontinuità a San Miniato non può che essere alternativa al Pd e alla destra, e poteva nascere solo da un'iniziativa civica radicata, forte e autonoma: quella che per un anno e mezzo abbiamo lavorato a costruire".

3.Quali sono le priorità del suo programma elettorale?

"Scelgo solo quattro punti:

1) bilancio partecipato ma per davvero: non ci interessa essere il Comune che approva prima di tutti il bilancio preventivo, ma vogliamo far esprimere i cittadini sulle scelte con consultazioni vere, e non con le passerelle formali in cui l'Amministrazione uscente si è esibita;

2) un'urbanistica che non continui a moltiplicare i supermercati, a costruire un pezzo di strada e una rotonda qua e una là, ma che punti a ricongiungere le nostre frazioni (accessi a San Miniato da Nord e da Sud, un sistema di parcheggi esterni, un collegamento viario, pedonale e ciclabile tra San Miniato e San Miniato Basso; una strada di circonvallazione a Nord che consenta la trasformazione della Tosco-Romagnola in via urbana);

3) una politica scolastica che superi la logica dei rattoppi e della rincorsa delle emergenze: occorre una programmazione dei plessi scolastici e un piano di interventi pluriennali che metta tutte le scuole in condizioni di sicurezza e garantisca a ogni plesso spazi adeguati per le attività motorie, di gioco e di laboratorio; per il Liceo proponiamo di recuperare la struttura nella sede storica con un progetto che affronti contestualmente il tema del consolidamento del versante Nord di San Miniato e quello della definizione di un vero e proprio Polo Scolastico Comprensoriale;

4) un impegno per il lavoro e lo sviluppo che punti sulla qualità anche etica e ambientale delle produzioni nel comparto pelli e cuoio, ed eviti quindi interventi contraddittori di inserimento di nuove fonti inquinanti, ma che punti anche sulla valorizzazione delle tipicità delle produzioni agricole, sul rilancio del commercio di vicinato e soprattutto su uno sviluppo sostenibile del turismo, che deve fondarsi prima di tutto su una politica culturale degna di questo nome, a partire dalla costruzione di un sistema museale arricchito, reso visitabile in orari certi, che valorizzi antico e contemporaneo, presenze storiche e giovani artisti e consenta, tramite accordi, di realizzare esposizioni temporanee di opere".

4. Tre parole che caratterizzerebbero il suo mandato?

"Trasparenza, Programmazione, Scuola".

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