INTERVISTA | Elezioni comunali a San Miniato, Altini: "Sicurezza, sotto tanti punti di vista"

Il candidato sindaco del centrodestra risponde ad alcune domande sul suo programma elettorale

Qualche domanda in vista delle elezioni amministrative del prossimo 26 maggio a Michele Altini, candidato sindaco a San Miniato.

1) Presentazione del candidato

"Ho 53 anni, due figli, Jacopo e Vittorio di 15 e 12 anni, di professione sono assicuratore. Da dieci anni sono consigliere comunale di Forza Italia e da qualche tempo ricopro l'incarico di vicepresidente del Consiglio comunale a San Miniato e mi è quindi sembrato del tutto naturale raccogliere la sfida di presentarmi per le elezioni a sindaco, con l'obiettivo di far fruttare la lunga esperienza maturata sui banchi dell'opposizione e mettarla al servizio del mio territorio, nello spirito di trasparenza e di condivisione delle scelte con i cittadini, sia con quelli che mi voteranno, sia con quelli che non mi voteranno. In questa sfida, sono sostenuto da due liste, quella di Forza Italia e quella della Lega, con l'appoggio di Fratelli di Italia, anche se non ha presentato una lista propria".

2) Come è nata e che obiettivi ha la sua candidatura?

"La mia candidatura nasce da un confronto tra le diverse anime del centrodestra, in una discussione aperta all'interno di una coalizione (sono in effetti l'unico candidato a san Miniato che rappresenta una coalizione di partiti) che si pone l'obiettivo dichiarato di diventare maggioranza di governo, in una delle tante realtà toscane ingessate in cui la sinistra è al potere ininterrottamente da settanta anni. Sono convinto che sia necessaria una svolta per ridare slancio a questa comunità che ha bisogno di un nuovo modo di amministrare. Non a caso il mio slogan è 'un nuovo inizio'. Dunque punto al ballottaggio e poi alla vittoria"

3) Quali sono le priorità del suo programma elettorale?

"Essere vicino a quei cittadini che si trovano in stato di difficoltà, essere vicino a quelle famiglie che hanno perduto il lavoro o hanno congiunti disabii, essere a fianco delle aziende grazie alla creazione o al miglioramento di infrastrutture e servizi - penso alle concerie, alle aziende artigiane, commerciali e al turismo che va rilanciato - in modo da incoraggiare a creare nuovi posti di lavoro, soprattutto per i giovani. Un programma concreto, trasparente, condiviso. I cittadini devono tornare a essere protagonisti, ma non a parole. Per esempio dando più ascolto alle consulte territoriali, da tempo ignorate o investendo molto nella scuola, sia dal punto di vista delle strutture all'altezza della loro funzione, sia per favorire percorsi educativi che insegnino ai nostri ragazzi senso civico, contrasto agli stereotipi di genere e al bullismo, protezione civile, tutela dell’ambiente e conoscenza del patrimonio artistico della nostra città".

4) Tre parole che caratterizzerebbero il suo mandato?

"Propongo una sola parola, da coniugare in modi diversi. La parola è sicurezza, con un suo sinonimo: protezione. Sicurezza innanzitutto che significa controllo del territorio, quindi più vigili per strada anche a fianco delle altre forze dell'ordine contro reati e degrado urbano. Ci vogliono rispetto e regole. Sicurezza in senso sociale, che significa come dicevo, attenzione e sostegno alle fasce deboli: case per chi è in lista (130 famiglie), disabilità, lotta alla violenza di genere. Sicurezza come difesa del suolo dal rischio idrogeologico in un territorio fragile come il nostro, sia lungo l'Arno, sia lungo l'Egola - di cui non è stato attuato l'accordo di programma del 2015 - sia in collina. E sicurezza stradale: marciapiedi percorribili, segnaletica corretta, piste ciclabili, parcheggi soprattutto per il centro storico, sia a favore dei residenti sia dei turisti, con un nuovo indispensabile collegamento che sale da san Miniato Basso. E se vogliamo, un'ultimo senso di sicurezza: quella che diamo ai nostri elettori con il nostro impegno".

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