Disfatta Pd alle Comunali in Toscana, Rossi: "Disastro nazionale, mi candido alla segreteria"

Il governatore della Regione commenta il risultato delle amministrative soffermandosi anche sui dati di Cascina dove ha vinto la leghista Ceccardi

(foto d'archivio)

Lunedì post-elettorale. A palazzo Strozzi Sacrati, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi apre i lavori di un convegno sull'accoglienza dei profughi e loda il proprio modello. A margine, una domanda fulminante insinua che politicamente qualcosa potrebbe non funzionare: a Cascina, dove ha vinto la leghista Susanna Ceccardi, il risultato è stato in controtendenza rispetto allo sventolato successo dell'accoglienza toscana. Il governatore non ci pensa due volte e con altrettanta determinazione scaccia i fantasmi di una lettura xenofoba dell'insuccesso del Pd e incasella il risultato in quella che crede la sua corretta dimensione: "Mi pare che il disastro sia nazionale, se tutti vogliamo parlare di Cascina facciamolo. A Grosseto abbiamo perso, abbondantemente. Abbiamo perso a Sansepolcro, abbiamo perso a Montevarchi, poco prima ad Arezzo, prima ancora a Livorno", scandisce davanti alle telecamere. "Sarà il caso di fare una discussione seria e di approfondire un po' le cose - prosegue - mi pare che lo spostamento a destra del Pd ci apra una falla a sinistra, dove noi cediamo. Quindi, piuttosto che pensare a conquistare l'elettorato di centrodestra rimango convinto che bisogna riconquistare l'elettorato di sinistra del partito". Un punto tenuto ormai da settimane da Rossi: "Questa è la mia analisi - chiarisce - mi pare l'unica seria. L'avevo già fatta prima delle elezioni, l'ho fatta dopo il primo turno, la faccio con più convinzione anche dopo il secondo turno".

Visti gli esiti di questi ballottaggi il Pd ha bisogno di un nuovo segretario nazionale? "Certo, mi candido io alla segreteria nazionale proprio per riportare a sinistra il Partito Democratico - sottolinea ancora il governatore Rossi - il Pd ha bisogno di un'identità di sinistra più forte che Renzi ha spostato verso il centrodestra. Ha bisogno di un radicamento sociale nel mondo del lavoro più forte di questo, nel lavoro dipendente, nei ceti medi produttivi, nella disoccupazione, nelle pensioni minime, nelle persone emarginate". L'intenzione è di rovesciare completamente lo schema renziano: "Questa è la nostra base sociale, non è Marchionne". Alla domanda se effettivamente, alla luce dei risultati nettamente negativi anche in Toscana dove il Pd perde 5 ballottaggi su 6, ci sia analogamente necessità di un cambio alla leadership dei dem regionali, Rossi evidenzia: "No, c'è bisogno di un nuovo segretario nazionale. Io mi occupo di questo, a livello regionale le responsabilità sono anche mie. Mi occupo della partita nazionale, che mi pare quella decisiva. I dati, poi, si possono analizzare. Ogni posto ha il suo punto di appiglio e di spiegazione". E, calandoci sulla realtà toscana, mette in evidenza: "La verità è che abbiamo vinto solo ad Altopascio. Per il resto abbiamo perso dovunque in Toscana e nel resto d'Italia - ammette- il risultato di Milano è interessante, ma forse anche lì bisogna riflettere sul fatto che si è tenuta unita la sinistra e questo può avere contribuito. Quindi, c'è bisogno di un nuovo segretario nazionale: sarò io. Mi candido per esserlo". (Agenzia Dire)

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