Emergenza Clima, le proposte di Diritti in Comune: "Dimezzare le emissioni a Pisa entro il 2030"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il clima sta cambiando e la terra si sta scaldando: secondo le indicazioni unanimi del mondo scientifico internazionale e in base a quanto stabilito dagli accordi internazionali (su tutti Parigi 2015) è necessario mantenere l’aumento di temperatura, che comunque si verificherà, entro i 2°C, meglio 1,5°C. La sfida che abbiamo davanti è epocale e non ci possiamo permettere di perderla. Per vincere è necessario muoversi subito, a tutti i livelli, da quello transnazionale a quello locale, e le città devono svolgere un ruolo da protagoniste.

Tenere conto dell’emergenza climatica a Pisa significa proporre una strategia in grado di ridurre le emissioni e adattarsi ai cambiamenti che stanno avvenendo e che saranno sempre più severi. La gravità della situazione e il poco tempo a disposizione impongono di concentrarsi sui settori che consentano di ottenere le maggiori riduzioni nel breve periodo e sulle strategie più efficaci. È necessario considerare quei settori in cui l’amministrazione comunale possa intervenire con maggior incisività: primo su tutti quello della mobilità, a seguire i settori che riguardano la sfera privata come residenziale, terziario e industria.

Diminuire le emissioni di una città comporta:

  • una nuova mobilità: garantire la mobilità delle persone e delle merci, non delle auto. Ripensare il trasporto pubblico e la mobilità gentile in modo sistematico. Incentivare il trasporto pubblico e la mobilità gentile, per ridurre inquinamento ed emissioni, con attenzione a garantire l’accessibilità dei luoghi per tutti;
  • una nuova politica energetica: usare meno energia e usarla meglio; informare sulle opportunità di efficientamento, creare percorsi in tutte le scuole per prepararci a fare a meno dei combustibili fossili ;
  • una nuova politica sui rifiuti: riutilizzare gli oggetti, riciclare i materiali, non bruciare gli scarti. Ridefinire le priorità: stop agli inceneritori e alle loro emissioni, sviluppare riuso, scambio, riciclo, imparando dalle esperienze dei Gruppi di Acquisto Solidale, cercando di estenderle a tutti i cittadini.
  • protezione del territorio e di chi lo abita:
    - stop al consumo di suolo e a nuove cementificazioni;
    - riforestare una parte delle aree verdi intorno alla città e promuovere campagne massicce di alberature nell'abitato;
    - affrontare seriamente e sistematicamente il rischio idrogeologico, adeguando le infrastrutture esistenti e prevedendone di nuove.

Le nostre proposte

Pacchetto mobilità (dal 23% del 2010 si recuperano 17,8 punti, ovvero -110tCO2)
Obiettivo: azzeramento della mobilità privata a combustibile fossile in città nel giro di dieci anni:

  • Redazione del PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile). Lo scopo del PUMS è progettare la chiusura della città al traffico privato a combustibili fossili per cerchi concentrici: centro storico entro due anni, prima periferia entro 5 anni, chiusura totale della città compresa la sua periferia entro il 2030. Questo cambiamento radicale del trasporto cittadino dovrà interessare diverse azioni: ciclabilità, trasporto pubblico, intermodalità con trasporto a lunga percorrenza, sistemi di accessibilità individuale organizzata, logistica delle merci, trasporto su ferro dell’area pisana, collegamento con il litorale.
  • Ciclabilità. Realizzazione di Linea Alta Mobilità Ciclabile (LAMC) (accessibilità, sicurezza, ambiente): le LAMC devono essere piste ad alta percorrenza, larghe, con percorsi semplici, ben segnalate e attrezzate, per collegare periferie al centro e tra di loro. Andare in bici non vuol dire solo fare la passeggiata in un giorno festivo, ma soprattutto andare al lavoro, portare i figli a scuola, fare la spesa. Servono percorsi sicuri, veloci e praticabili anche con carrellino e bici da trasporto di merci e persone. Si può ragionare anche su incentivi economici per chi usa la bicicletta per recarsi giornalmente al lavoro, così come realizzato in altre città
  • Trasporto pubblico. Inizialmente istituzione di linee di bus gratuite in alcuni orari (es. studenti), tariffe flessibili nelle altre situazioni in considerazione delle diverse possibili fasce d’utenza per adeguare il costo del servizio ai bisogni. Linea LAM circolare dei lungarni per rendere fruibile la città a tutti. Entro 5 anni trasporto pubblico a tassa e non a tariffa: tutti si paga in base al reddito e l’utilizzo è gratis (meglio con la fiscalità generale ma questo lo può decidere il governo, non l’amministrazione). Lavorare in sinergia e serietà con le altre amministrazioni per integrare questa proposta con la gestione Regionale del TPL.
    Curare le interconnessioni con i pullman extraurbani, i treni locali e i parcheggi esterni alla città con il sistema di trasporto urbano, il car sharing. Prevedere depositi sicuri per le biciclette in punti intermodali.
    Rivolgere attenzione allo sviluppo del trasporto su ferro nell’Area Pisana: un bando nazionale per individuare competenze nel settore. Il PUMS dovrà anche individuare le opere alternative alla Tangenziale Nord Est su cui dirottare le risorse regionali.
    Collegamento sostenibile con il litorale: studio di fattibilità del ripristino della linea tranviaria entro un anno.
  • Transizione all’elettrico. Car sharing elettrico, mezzi pubblici elettrici, bici e nuovi mezzi elettrici: individuare le strutture da dare in concessione per i servizi, progetti di diffusione delle colonnine di ricarica, in PPP (Partnership Pubblico Privato).
    Servizio di car sharing elettrico in città, per dare modo di non penalizzare chi vive e lavora nelle zone chiuse al traffico privato. Il rischio di svuotare le zone pedonalizzate (prima centro città, poi la prima periferia) da attività lavorative e di allontanare la popolazione residente, va scongiurato con un sistema efficace di accesso alla mobilità individuale attraverso il car sharing da affiancare alla mobilità pubblica e non con i permessi speciali che rischiano di rendere inutili le limitazioni.
    Prevedere  un  piano  speciale  anche  per  la  movimentazione  delle  merci  delle  attività commerciali, sia in termini di fornitura che in termini di distribuzione al dettaglio, comprendente la logistica, i magazzini, la gestione efficiente di orari e uso dei mezzi elettrici.
    Per la realizzazione di questa massiccia riorganizzazione della mobilità cittadina è necessario che il Comune attivi le risorse e le competenze di un territorio ricco di istituti di ricerca e innovazione. Si ritiene utile stipulare protocolli di collaborazione con enti di ricerca e società private per l’applicazione delle nuove tecnologie che rendano più “facile” e “pulita” la mobilità sostenibile (accessibilità, ambiente). Vogliamo dare opportunità concrete alla conoscenza diffusa sul nostro territorio, alle start-up e a tutte le società che si occupano di innovazione, oltre che ai centri di ricerca pubblici di mettere in pratica le loro idee e innovazione.

Pacchetto energia (da articolare sulle tre macro aree: residenziale, terziario e industriale, con l’obiettivo di recuperare un 10% delle emissioni totali, ovvero 62 tCO2, da ciascuno)
Obiettivo: aumento sostanziale della produzione di energia da rinnovabili sul territorio comunale (in particolare elettrica nell’ottica del passaggio all’elettrico della mobilità, ma anche termica in particolare per il residenziale):

  • pannelli FV diffusi, con investimenti pubblici e privati: produrre una cartografia esatta delle aree interdette al FV e poi semplificare al massimo la burocrazie sulle altre. Comunicare a tutti i cittadini/amministratori la possibilità di mettere il FV sul tetto privato o condominiale e la procedura necessaria;
  • possibilità di installazione dislocata per chi non ha il tetto a disposizione: aree comunali o private marginali e degradate da coprire con il FV finanziato da chi non ha tetti a disposizione;
  • entro un anno concludere la mappatura dei venti dell’area pisana in collaborazione con enti di ricerca al fine di identificare le aree migliori per installare impianti eolici, e fare un piano per installarli, cercando finanziamenti pubblici o privati;
  • promuovere protocolli di intesa con i grandi soggetti privati: aree industriali a energia pulita. Sconti sulle tasse locali a chi investe massicciamente nelle rinnovabili. Promozione di forme di aggregazione per suddividere gli oneri degli investimenti. Fondi di rotazione locali?
  • poiché un maggiore impatto della sola produzione di energia rinnovabile lo ha il risparmio energetico, che può determinare un risparmio anche del 70% dei consumi energetici dovuti alla dispersione degli edifici, è fondamentale l'istituzione di un ufficio ambiente che faciliti i cittadini e le imprese a migliorare la classe di efficienza energetica dei propri edifici, agevolando l’accesso ai finanziamenti pubblici e semplificando le procedure burocratiche. Si possono prevedere incentivi positivi per chi decide di effettuare l'efficientamento della propria abitazione o attività.

Assorbimenti di CO2

Attualmente, nonostante i grandi annunci, non esistono sistemi di stoccaggio della CO2 efficaci, ad eccezione di quanto la natura stessa prevede. Pertanto, seguendo quanto ormai in moltissimi luoghi si è già cominciato a fare è necessario salvaguardare e ampliare le aree verdi, che avranno un'efficacia anche nell'adattamento al cambiamento climatico è nella riduzione degli effetti negativi che sono previsti e che avverranno.

  • Salvaguardare le aree verdi del territorio limitando l’ulteriore espansione della città, stop al consumo di suolo;
  • Riforestare una parte delle aree verdi intorno alla città e promuovere campagne massicce di alberature nell'abitato.

L'effetto di un incremento del verde urbano sarà visibile e positivo anche in relazione alla vivibilità della città, rendendola più accogliente e creando nuovi spazi di socialità e avrà ricadute positive anche sul lavoro di coloro che devono prendersi cura del verde pubblico.

Proposta generale/culturale

Fiera cittadina sul cambiamento climatico: informazioni e divulgazione sul cambiamento climatico, con coinvolgimento delle università, ma soprattutto informazioni sulle soluzioni disponibili per ridurre le emissioni: casa, mobilità, materiali, comportamenti. Coinvolgimento delle realtà economiche locali, delle scuole. Promozione delle realtà imprenditoriali del territorio che si occupano di questi temi.

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