Fidejussioni Navicelli 'carta straccia', Ucic-Prc: "E' abusivismo finanziario"

La Banca d'Italia conferma al consigliere Auletta l'avvenuta cancellazione della società finanziaria che ha emesso le fidejussioni dagli appositi registri già nel 2008. Pericolo accertamenti della Corte dei Conti, oltre ai costi per le opere da rifare

"Se tutto fosse confermato un imprenditore privato ha tentato di frodare il Comune di Pisa". E' questa una delle considerazioni finali del consigliere di Una Città in Comune-Prc Marco Ricci, al termine della conferenza stampa di oggi sulla vicenda delle fiejussioni 'carta straccia', cioè le garanzie finanziarie consegnate dalla Sviluppo Navicelli nel febbraio 2009 al Comune a copertura dei lavori di urbanizzazione per gli interventi nell'area stabiliti dalla convenzione urbanistica dell'8 ottobre 2007. Lavori poi non eseguiti e del tutto naufragati con il fallimento della società nel maggio 2015.

Il Comune stesso afferma di essere creditore per queste opere per 2 milioni e 800mila euro all'interno della procedura fallimentare in corso. Il timore del gruppo consiliare è che "non essendo creditori privilegiati c'è un rischio alto che non si recuperi nulla", afferma Auletta. Ma c'è di più. Sono numerosi gli incastri che disegnano un quadro quantomeno poco chiaro sulla gestione dell'intera faccenda. Un insieme di controlli mancati e scelte dell'amministrazione apparentemente non votate all'interesse pubblico.

FIDEJUSSIONI. La novità sulla cancellazione della Union Credit Finanziaria Spa, la società che ha stipulato le fidejussioni con la Sviluppo Navicelli, la spiega Auletta: "Ho chiamato la Direzione di vigilanza della Banca d'Italia che ha confermato il decreto del Ministero dell'Economia n° 235 del 19 dicembre 2008, nel quale si dispone la cancellazione della società dai registri dei soggetti abilitati a rilasciare fidejussioni per appalti pubblici. Le garanzie furono date dalla Navicelli al Comune nel febbraio 2009. Attendiamo che l'amministrazione risponda nel merito alle nostre verifiche, perché qua si configura un caso che possiamo dire di abusivismo finanziario".

"Fra l'altro - incalza Auletta - nella convenzione del 2007 era scritto che a garanzia delle opere si potessero usare fidejussioni 'bancarie e/o assicurative', non era specificatamente prevista l'apertura anche a quelle finanziarie, notoriamente meno sicure. Magari è interpretazione comune che siano comprese. Attendiamo spiegazioni su tutta la vicenda anche dall'allora amministratore di Navicelli Bottai. Se è tutto in regola, il silenzio da 10 giorni a questa parte, da cosa è dovuto?".

Allo stato di cose attuali la denuncia di Ucic-Prc è chiara: "Sono stati consegnati al Comune nel 2009 - prosegue Auletta - documenti fittizi, cosa poi reiterata nel 2012 con il rinnovo e aumento di una fidejussione, tale ultimo caso avvenuto con la società finanziaria in liquidazione. Come ha fatto il Comune ad accettare? Poi la Navicelli non ha mai comunicato al Comune la cessazione dell'attività della finanziaria. Era una comunicazione dovuta, c'è una condotta furbesca dell'azienda, e il Comune ha verificato solo nel gennaio 2015 quando ha provato ad escutere. L'amministrazione poi non ha avvertito le autorità competenti, ed è gravissimo. Era un dovere farlo, quantomeno politico, sia di trasparenza che per cautelarsi da nuovi casi".

PERMESSI A COSTRUIRE. Le fidejussioni in questione sono importanti perché senza di esse non sarebbero potuti essere rilasciati i permessi a costruire per le varie opere tese alla cantieristica previste nella convenzione del 2007. Le fidejussioni infatti sono richieste a garanzia di quei lavori di urbanizzazione previsti come parziale controparte degli oneri dovuti al Comune dalla Sviluppo Navicelli proprio per tali permessi.

Il consigliere Ricci spiega che "i permessi sono stati rilasciati ad inizio 2009 ed avevano vigore per 3 anni. Non ultimate le opere è stato chiesto il loro rinnovo. Ci possono essere state varie difficoltà, ma logica vuole e dovere amministrativo pretende che prima di concederli nuovamente si facessero dei controlli, specie sulle garanzie che tali lavori dovevano avere. I permessi sono stati rinnovati nel 2012 e della vicenda il Comune se ne è accorto formalmente a gennaio 2015".

IL NODO STAZIONE ECOLOGICA. Sempre nel 2012 a settembre è stata rinnovata ed aumentata una fidejussione nell'ambito della variante Ikea, con lo smontaggio della stazione ecologica in via Gargalone, poi non più ricostruita come da obbligo assunto dalla Sviluppo Navicelli. L'opera costò circa 300mila euro al Comune. "L'assessore Serfogli - spiega Ricci - in commissione ha detto che nella prossima variazione al bilancio saranno stanziati i soldi per la nuova stazione, quando già si è pagata la passata. I costi forse saranno minori, in base allo stato dell'attrezzatura, ma si pagherà due volte lo stesso intervento".

Un aspetto che potrebbe interessare, come tutta la questione delle fidejussioni, la Corte dei Conti. "Come si giustifica a bilancio la nuova spesa già sostenuta? - si chiede il segretario provinciale di Rifondazione Andrea Corti - L'investimento è stato fatto, pagare due volte può fare intervenire la Corte dei Conti. Il Comune dovrebbe tutelarsi e recuperare quanto speso per l'opera, perché qua ha pagato, non sono 'solo' garanzie finanziarie". L'indicazione di Corti è quindi di "agire in qualche modo in giudizio, in primis dal giudice fallimentare, ma anche verso responsabilità delle persone fisiche che hanno firmato gli atti".

NUOVI ACCERTAMENTI. Ad emergere nelle analisi di Ucic-Prc è quindi un rapporto accondiscendente con determinati grossi gruppi imprenditoriali, a discapito dei servizi pubblici. Nel caso della stazione ecologica infatti a venire a mancare è il servizio di raccolta, dopo l'iniziale richiesta di Ikea. Al pari suona strano al gruppo consiliare l'assenza di controlli verso le garanzie fornite dalla Sviluppo Navicelli su tutta l'operazione immobiliare. Per questo Auletta spiega che ha presentato "un'interrogazione a risposta scritta per sapere se ci sono attive altre fidejussioni come quelle della Union Credit e quindi in caso di sapere da dove vengono".

>>> L'AMMINISTRAZIONE: "AVVIATE LE VERIFICHE"

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