Il Circolo Liberal Pisa sulla questione degli spazi sociali

Il Presidente Carlo Lazzeroni esprime considerazioni sull'assegnazione degli spazi di Via Pisano, tra decisioni e scenari futuri

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il Comune di Pisa, attraverso la commissione esaminatrice, ha rigettato le tre manifestazioni di interesse riguardante gli spazi di Via A. Pisano, presentate dalle aggregazioni di associazioni “La Cittadella di San Ranieri” e “Le Ali di Pisa”  e l’associazione  “La Canottieri Arno.”
Mentre su quest’ultima pendevano fin da subito vizi di legittimità rispetto al bando, in quanto già gestore di spazi del Comune, le altre due concorrenti hanno subito piuttosto un No sul merito.
Non voglio qui entrare nei tecnicismi e nelle scelte fatta dalla commissione.
Mi preme di più fare alcune considerazioni di carattere generale e politico, rivolte anche al futuro.
Innanzitutto reputo positivo il percorso fatto in questi mesi da coloro che a vario titolo hanno fatto parte dell’ “Altra Pisa”, il movimento di protesta nato contro l’illegalità e le arroganti richieste di Rebeldia, che è passato poi alla parte propositiva, riuscendo a  coinvolgere altre persone ed associazioni nella partecipazione alla manifestazione di interesse verso gli spazi comunali di via A. Pisano.
Vorrei ringraziare le associazioni che hanno deciso di stare dentro il progetto “La Cittadella di San Ranieri”: l’Associazione il Pellicano, il Movimento Cristiano Lavoratori, L’Associazione Scienza e Vita, l’Associazione Famiglie Numerose, Il Centro Aiuto alla Vita, l’A.N.O.L.F., il Gruppo Il Ponte, l’Assofly, il Centro Culturale San Ranieri si sono messe insieme presentando un progetto ambizioso, per dare vita ad una cittadella della solidarietà, dell’incontro, aperta ai migranti e ai giovani studenti, così come agli abitanti del quartiere e alla città intera, anche attraverso l’attività ricreativa e sportiva (da qui anche una possibile collaborazione attivata con il Csi).
Si dice che nella nostra proposta c’era un deficit di proposte per giovani, non tanto nel progetto elaborato, quanto nella mission statutaria delle diverse associazioni. Affermazioni che non stanno molto in piedi, anche guardando le associazioni che fanno parte di Rebeldia: di queste quante operano per i giovani? Quelle più famose e rappresentative, come Africa Insieme o Emergency sono (solo) per giovani? La tanta pubblicizzata e praticata attività sportiva “arrampicata” è rivolta (solo) ai giovani?
Io credo che la vera differenza tra il progetto Rebeldia e le altre associazioni sia questa: dentro Rebeldia ci sono frange di giovani (anche qualche universitario) che negli ultimi dieci anni ha praticato la disubbidienza civile e “l’occupazione di popolo” di spazi di proprietà universitaria e/o pubblica. Quindi l’Università di Pisa e il Dsu, che sono tra i finanziatori del recupero degli spazi di via a.pisano, devono fare i conti con questo recente passato e con gli equilibri politici al proprio interno. Le associazioni che stanno dentro La Cittadella di San Ranieri invece rappresentano una parte di quella vasta galassia associativa che operano (alcune anche da più di trent’anni) per lo sviluppo sociale della nostra città e per il sostegno alle persone in difficoltà; nel caso specifico, lavorando con giovani, minori, stranieri, donne, famiglie, disabili, tossicodipendenti.
E’ chiaro che il Comune, con la scelta “fatta” di non assegnare l’area, non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo, rompendo lo schema predefinito: dare gli spazi in via a. Pisano a Rebeldia, seppure passando da una gara ad evidenza pubblica. 
Visto che Rebeldia non ha partecipato alla gara, poteva essere l’occasione per mostrare che chi rispetta le regole ed opera nel territorio (spesso in silenzio), può avere lo stesso peso (in realtà ne dovrebbe avere di più) rispetto a chi “usa” la forza e la disobbedienza come normale modo di agire in città.
Ciò non è avvenuto, ora vediamo come sarà gestita la vicenda.
Il Progetto Rebeldia  continua a chiedere gli spazi di Via A. Pisano, tramite l’assegnazione diretta, in barba alle regole e al rispetto verso tutte le altre associazioni del territorio.
Bisogna dare atto al Comune di non aver ceduto a questa logica e di continuare a dire che l’ (eventuale) assegnazione deve avvenire tramite bando ad evidenza pubblica.

Ci sono però alcuni precedenti e alcuni segnali che si avvertono in città, che non lasciano molto tranquilli:

- gli spazi di Via Saragat, individuati mesi fa dal Comune come possibile luogo da dare al progetto Rebeldia: fu fatta prima una manifestazione di interesse (“su misura”) per i disubbidienti, che però non vi parteciparono. Un’associazione sportiva (di pugilato) manifestò il proprio interesse, ma non fu ammessa. Pochi mesi dopo il Comune era disponibile a concedere gli spazi in via diretta a Rebeldia…
- le pressioni sulla Giunta esercitate da quelle forze politiche oggi all’opposizione, come Sinistra ecologia e libertà e le altre della sinistra radicale, ma in fase di avvicinamento verso il governo della città: una delle richieste per l’eventuale ingresso in maggioranza è proprio quella di dare gli spazi di via a. Pisano a Rebeldia.

- la notizia che qualcuno nei giorni scorsi è entrato e ha occupato parte degli spazi di via a. Pisano…

Per chiudere: se la Giunta saprà rimanere ferma sulla linea intrapresa finora, dobbiamo ammettere che non avrà avuto il coraggio di cambiare fino in fondo, ma almeno avrebbe evitato l’ennesima beffa a cui i pisani, purtroppo, sono abituati.
 

Carlo Lazzeroni – Presidente Circolo Liberal Pisa

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