Il direttore Confcommercio Pisa: "Festività: la norma ammazza ponti uccide il Turismo!"

Posizione fermamente contraria quella di Federico Pieragnoli sull'abolizione del 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Pensare di aumentare la produttività abolendo del tutto le feste laiche e i santi patroni, con i relativi ponti primaverili, rappresenta un grave errore del Governo e una perfida illusione, la cui tragica applicazione avrebbe un effetto ancora più grave del rimedio che si vorrebbe apportare.

La stima del danno previsto, esclusivamente per ristoranti, bar e alberghi è, nella sola Toscana, di 500 milioni di euro per l'anno 2012. Un impatto economico devastante sul sistema turistico regionale, a maggior ragione sull'intera provincia pisana, terra in cui il turismo rappresenta un settore economico trainante e dove proprio i turisti italiani, nel 2010, hanno fatto registrare l'incremento maggiore con un + 6,3% pari ad un aumento assoluto di 105.000 turisti italiani. Particolarmente grave la situazione di Pisa e delle sue strutture ricettive, interessata da flussi turistici continui durante l'anno, ma soprattutto in occasione dei ponti primaverili.

Insomma, una norma assurda, che taglia là dove dovrebbe piuttosto incentivare, stimolare ed investire, una norma che tradisce un malinteso e grezzo concetto quantitativo di “produttività”. Infatti, come dimostrano i dati Ocse 2010, gli italiani già adesso lavorano più ore di tutti gli altri paesi industrializzati, ovvero una media di 1.778 ore l'anno, al pari di Stati Uniti e superiore a Giappone (1.733), Australia (1.686) e gran parte dei principali paesi europei. Questo conferma che la strada per rivitalizzare la produttività, ferma ormai da oltre 20 anni, non può passare attraverso una misura così iniqua e dannosa, ma solo per via di un deciso salto di qualità in termini di infrastrutture, investimenti, conoscenze, tecnologie.

Il momento è critico e la fretta è una cattiva consigliera, ma una simile spada di damocle, sulla testa di imprenditori del turismo e commercianti, è francamente incomprensibile. E conferma, dopo l'introduzione della tassa di soggiorno e il paventato innalzamento delle aliquote Iva, tutta l'approssimazione dei nostri ammnistratori, che danneggiano un settore al quale dovrebbero aggrapparsi per far ripartire il paese”.

Federico Pieragnoli
Direttore Confcommercio Pisa

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