La Giunta Conti cancella risorse contro le discriminazioni: messaggio grave alla città

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Se durante l’ultimo Consiglio comunale non avessimo chiesto chiarimenti, sarebbe proseguito in silenzio il totale smantellamento, da parte della Giunta, delle attività di sostegno contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere nel Comune di Pisa. Non solo non è stato possibile, ancora una volta, ascoltare motivazioni chiare per la scelta, evidentemente tutta ideologica, di rescindere gli accordi con la Regione Toscana e uscire dalla Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni Anti Discriminazioni (Ready). La giunta ha anche confermato che non stanzierà nessuna risorsa per progetti, campagne informative o attività volte a contrastare l’omofobia e le discriminazioni. 

Ci si nasconde dietro la mancanza di riferimenti, nel programma elettorale del sindaco Conti, rispetto all’adesione di Pisa alla rete Ready, col risultato di restituire fondi già stanziati per le campagne di informazione promosse da Pinkriot. In realtà si esprime un chiaro indirizzo politico e si manda un messaggio grave alla città. Una amministrazione che ignora i pericoli rappresentati dall’omofobia e dal bullismo per orientamento sessuale e di genere, fra i giovani e non solo, rischia di minimizzare e autorizzare comportamenti discriminatori.

Noi pensiamo che i diritti delle persone LGBTI+ facciano parte dei diritti di tutte e tutti a vivere una vita libera e degna, in linea con la nostra Costituzione. Per questo non smetteremo di batterci contro tutte le discriminazioni e saremo sempre al fianco delle associazioni e della comunità LGBTI+ nelle loro rivendicazioni, a partire dal Toscana Pride previsto per il prossimo 6 luglio proprio a Pisa. Per questo non arretreremo di un solo passo di fronte alla deriva reazionaria che si registra in tutto il paese e continueremo a denunciarla nella sua violenta prevaricazione, anche quando si nasconde dietro vaghe e confuse parole di disinteresse.

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