Lettera aperta del presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni ai segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil

“Agire con unità contro la crisi e le gravi difficoltà del Paese”. Proposto un incontro a breve sulle conseguenze della manovra nel nostro territorio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

In questo momento di grande agitazione e concitazione, sento il bisogno di rivolgermi ai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil - Gianfranco Francese, Gianluca Federici e Renzo Rossi – per esprimere loro alcune considerazioni. Da convinto assertore dell’unità sindacale, dico anzitutto che le distinzioni maturate nei giorni scorsi tra le diverse sigle (anche sulle modalità di manifestare un legittimo e opportuno dissenso in ordine ai contenuti di una manovra finanziaria ingiusta e inadeguata) hanno creato in molti un senso di disorientamento e di confusione. Tra l’altro ricordo come l’accordo interconfederale, siglato il 28 giugno scorso sulle nuove regole per la rappresentanza sindacale, fosse stato giustamente salutato quale risultato importante, la “fine della separatezza”, l’inizio di una “nuova fase”.

Ovviamente, l’unità – che pure è un valore in sé – ha senso se si cementa intorno a contenuti forti e a una comunanza di intenti. Io credo che i temi più caldi sul tavolo (le questioni del lavoro e dell’occupazione; la lotta all’evasione fiscale; la necessità di dare prospettive concrete ai più giovani; le scelte sciagurate che penalizzano gli enti locali; la necessità di forti misure per la crescita; i temi delle riforme istituzionali e della pubblica amministrazione; il tutto all’interno di scelte non rinviabili di riduzione e riqualificazione della spesa pubblica), siano tali da richiedere una forte assunzione di responsabilità delle forze politiche e di quelle sociali, ciascuna con la propria storia e le proprie specificità. L’esigenza di recuperare il filo conduttore di percorsi unitari e condivisi è molto sentita, fortemente auspicabile e, quindi, assolutamente necessaria.

Quello dell’unità sindacale costituisce un elemento di grande aiuto anche per l’azione di chi è chiamato a ricoprire ruoli istituzionali, oltre a essere un compito delle forze politiche e, specialmente, delle forze del centro sinistra. Sono altresì convinto del fatto che debba essere sempre tenuto presente e praticato il principio e il valore dell’autonomia e della distinzione dei ruoli, tra forze politiche e forze organizzate della società civile, e tra queste e le istituzioni alle quali compete l’onere e la responsabilità di rappresentare al meglio l’intera collettività operando per il bene comune.

Ecco perché ritengo che la presenza istituzionale nei luoghi e nelle manifestazioni pubbliche debba essere una presenza che tende a saldarsi inscindibilmente con espressioni unitarie e con la più ampia condivisione delle iniziative e delle azioni organizzate dalle forze sociali e quindi anche dalle organizzazioni sindacali. E ciò non perché culli l’idea di istituzioni distanti e separate dalle questioni quotidiane e più urgenti che assillano le nostre comunità e i nostri cittadini, ma perché, al contrario, credo che, così facendo, si salvaguardi il ruolo e il profilo istituzionale dall’ondata demagogica e irrazionale dell’antipolitica dilagante, che tutto vorrebbe travolgere, screditare e distruggere.

E’ il caso - proprio di questi giorni - dei tentativi maldestri e confusi di avviare riforme degli assetti istituzionali facendo leva sull’emotività e sulla semplificazione estrema, per cui, ad esempio – a fronte dell’esigenza reale e condivisa di una profonda e organica riforma complessiva dell’architettura dei poteri pubblici – le Province e solo le Province vengono considerate quale “capro espiatorio” dei mali della Repubblica e “agnello sacrificale” sull’altare della riduzione dei costi della politica. Come Unione Province d’Italia abbiamo reso noti i dati sull’effettivo costo dei politici delle Province italiane, pari a 113.635.599 euro, a fronte di una spesa pubblica complessiva – dati 2010 –  pari a 807 miliardi di Euro! Per le motivazioni e le questioni che ho succintamente citato in precedenza, e principalmente in ordine alla necessità di un approfondito confronto in merito alla portata delle manovre finanziarie approvate in questi mesi estivi e alle pesanti ripercussioni sugli enti locali e sui nostri territori, Vi chiedo la disponibilità a un momento di incontro e di confronto da organizzarsi in tempi rapidi.                                                                                                                             

Andrea Pieroni
presidente della Provincia di Pisa

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