Volterra, il sindaco Buselli saluta la città: "Siamo stati vivi"

Il primo cittadino si prepara a lasciare Palazzo dei Priori dopo 10 anni da sindaco

Tanti i cittadini che ieri sera, lunedì 8 aprile, hanno partecipato nella Sala del Maggior Consiglio a Palazzo dei Priori a Volterra al 'Saluto alla città' del sindaco Marco Buselli, che si prepara a congedarsi dalla carica di sindaco dopo 10 anni alla guida del colle etrusco.

Presenti rappresentanti di istituzioni cittadine, il Vescovo, le associazioni e i singoli cittadini, ma anche rappresentanti della minoranza consiliare e due candidati a sindaco. "E’ stata soprattutto l'occasione per ringraziare la città ed il territorio per i risultati che Volterra stessa ha raggiunto durante questi anni - dichiara il primo cittadino - se da un lato si è trattato di una sorta di bilancio di fine mandato, lo sguardo va comunque anche al futuro, dopo questi dieci anni, in cui è stato possibile esprimere una continuità solida nelle scelte politiche. Se non avessimo intrapreso una direzione chiara, tesa a difendere ogni millimetro, ma allo stesso tempo a rilanciare con determinazione il ruolo della città e dei suoi servizi, Volterra sarebbe già da tempo ridotta a otto - novemila abitanti. Chiaramente questa è solo la base per un'inversione di rotta, su cui è necessario continuare a lavorare sodo, per fare in modo che il binomio giovani e lavoro su questo territorio si rafforzi sempre di più. Ringrazio la mia squadra, senza la quale nessuno degli obiettivi sarebbe stato raggiunto. Insieme abbiamo sbagliato, fatto cose buone, abbiamo lottato, non ci siamo mai arresi. Siamo stati vivi, come vogliamo che viva sia la nostra città. Ringrazio questa città e questa esperienza, che mi ha dato tantissimo. Ringrazio chi, all'interno della struttura comunale, ha lavorato con grande coscienza e senso di responsabilità. Ringrazio la mia famiglia, la moglie e il piccolino, per la forza che mi hanno dato nei momenti più critici. Ringrazio il Consiglio Comunale, per il lavoro che abbiamo fatto in questi anni, aldilà delle differenti posizioni. Quando sono arrivato nel 2009, prevaleva in città un generale senso di rassegnazione e di fatalismo. Oggi si è orgogliosi di essere volterrani e coscienti di essere 'città'. Parafrasando Piero Pelù, quando in una canzone dice 'la mia gente è come un'aquila senz'ali', così vedevo Volterra. Spero che siamo riusciti, coi nostri sforzi, a costruire un po’ in questi anni, queste ali che mancavano. Questo sarebbe il risultato più importante". 

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