Gay Pride a Pisa, la consigliera regionale Nardini (Pd) risponde al Popolo della famiglia: "Senza odio si vive meglio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il Popolo della Famiglia di Pisa si compiace del fatto che la maggioranza dell'Amministrazione Comunale abbia deciso di uscire dalla Rete RE.A.DY. e chiede di bloccare il Toscana Pride 2019 a Pisa. Al netto della continua appropriazione indebita della bellissima parola "famiglia", mi chiedo perché queste persone che tanto sbandierano l'adesione al Cattolicesimo strillino contro l'amore tra persone adulte e consenzienti e non dicano una parola quando 49 esseri umani vengono lasciati alla deriva in mezzo al mare. Voi siete soltanto difensori della famiglia bianca, eterossessuale, italiana e benestante. Questa ė la triste verità! Non ve ne frega nulla dei bambini che patiscono il freddo in mare, né dei figli di famiglie omogenitoriali a cui impedite quotidianamente di vedersi riconosciuti gli stessi diritti?! Ha ragione il comitato Arcilesbica Pisa e Livorno a farvi questa domanda: ma voi al Pride ci siete mai stati?! Evidentemente no. Avreste visto donne e uomini, omosessuali, eterosessuali, trans, famiglie che sfilano per le città rivendicando orgogliosamente la libertà di essere ciò che sono. Quando dite che siete contenti dell'uscita del Comune di Pisa dalla Rete Antidiscriminazioni RE.A.DY., sapete cosa vuole dire?! Vuole dire essere implicitamente a favore della discriminazione e strizzare l'occhio agli omofobi, come altre scelte lo stanno strizzando ai razzisti. Approvate anche questo?! Se nel vostro Medioevo sono arrivati i giornali e sapete leggerli, qualche mese fa una coppia di ragazzi omosessuali è stata vittima, a Pisa, di una aggressione omofoba. Capirete bene che l'argomento del Sindaco Conti e della sua Giunta, secondo cui sarebbero venute meno le motivazioni dell'adesione, è tragicamente risibile. Come tragico è che lo stesso Conti non abbia detto una parola sulla matrice di quell'aggressione. Per questo ho partecipato alla manifestazione organizzata da Pinkriot Arcigay Pisa, ho presentato un'interrogazione e ho sottoscritto una mozione presentata dai colleghi Consiglieri di Sì Toscana a Sinistra, in cui si invita la Regione Toscana a proseguire e potenziare il suo impegno contro le discriminazioni. Non ho la verità in tasca, ma qualche articolo della Costituzione e pure qualche pagina di Vangelo li ho letti: non è certo discriminando che sarete coerenti ai quei principi e quei valori. Meno presepi strumentalizzati e più accoglienza, solidarietà ed inclusione. Meno attacchi alla Chiesa che non si tappa gli occhi verso le ingiustizie e fa sentire la propria voce. Meno attacchi al mondo dell'associazionismo e del volontariato. Meno cattiveria e più bontà. Chiedete questo all'Amministrazione di Pisa. Si vive meglio quando non si odia, fidatevi. Ogni anno, grazie a quell'onda colorata che invade le nostre città durante il Pride, torno a casa con più energia e più speranza. Costruire una società per tutte e tutti è possibile. Tutte e tutti devono vedersi riconosciuti gli stessi diritti. E noi continueremo a batterci per questo, con orgoglio. Toscana Pride!

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