Nuovo regolamento per le attività alimentari: "A rimetterci saranno gli esercizi in regola"

L'intervento della consigliera comunale del PD Olivia Picchi che definisce il testo "surreale": "Conti chieda scusa e modifichi il provvedimento"

Movida in piazza Garibaldi

Un testo "surreale", ricco di "propaganda e approssimazione". E' il giudizio della consigliera comunale del PD, Olivia Picchi, sul nuovo regolamento per le attività alimentari approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 9 luglio. A finire nel mirino della Picchi è in particolare la parte che riguarda gli obblighi imposti agli esercenti.

"C'era la necessità - sottolinea la consigliera comunale - di dire che si sta lottando contro il degrado e questo ha portato ad un regolamento surreale che considera i titolari di attività responsabili della sicurezza dentro e fuori i locali. Non solo, se qualunque persona si rende colpevole di abbandono di rifiuti o di bere alcolici fuori dagli orari indicati, chi viene multato è il locale 'in prossimità' di dove è accaduto il fatto. Cosa significhi poi 'in prossimità' (1 metro, 100 metri?) non è dato sapere. Questa è solo una delle tante storture normative (come può essere legittimo imputare a tizio la colpa di caio?) e logiche ma soprattutto sono disposizioni che poco hanno a che vedere con quel fenomeno definito 'malamovida'".  

"Si arriva poi - prosegue la Picchi - ad una parte che dimostra quanto poco si conosca la città ed il tessuto imprenditoriale: l'obbligo di cessare la somministrazione di qualunque bevanda alcolica dalla mezzanotte negli spazi prospicienti ai locali, un'ora/un'ora e mezzo in più per gli spazi dentro ai locali stessi. Chi conosce Pisa sa che le attività spesso non hanno uno spazio interno sufficiente e quasi tutte occupano con tavolini e sedie lo spazio antistante, pagando già oggi un suolo pubblico gravoso e per un tempo molto maggiore di quanto lo spazio venga effettivamente utilizzato".

Secondo la consigliera del PD nuovo regolamento andrebbe insomma a "colpire la parte sana della città e della movida cittadina" favorendo invece "abusivi e spacciatori". "Una città a vocazione turistica e universitaria - conclude la Picchi - dove esiste la necessità di coniugare esigenze diverse (sociali ed economiche), dovrebbe investire in progetti sociali e di rigenerazione urbana con un percorso che veda il coinvolgimento di tutti, dalle istituzioni, ai corpi intermedi, ai singoli cittadini, sull'esempio di quello che è stato fatto in molte città. Caro Sindaco, questa volta il selfie 'prima gli italiani' rischia di costare tanto al tessuto economico della città. Chieda scusa e modifichi il regolamento, è ancora in tempo".

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