Sel Pisa si mobilita contro la manovra

Il partito appoggia lo sciopero indetto per il prossimo 6 settembre dalla Cgil

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Un'Estate calda. Anzi caldissima. Merito non solo dell'afa di questi giorni, ma soprattutto della crisi economica e dei rischi per l'Italia. Una stagione calda destinata a protrarsi nei prossimi mesi.
Consapevoli dell'urgenza politica sociale ed economica, abbiamo avviato un percorso di sensibilizzazione cittadina sui motivi della crisi, sulla contrarietà alla manovra del governo e invitato ai dibattiti della festa provinciale itinerante di Sinistra Ecologia Libertà Pisa.
La nostra contrarietà nasce da un'attenta analisi degli effetti della manovra sia sul breve che sul lungo periodo. Da un lato, infatti, abbiamo tagli ad enti locali e interventi su stipendi e pensioni che determineranno un immediato impoverimento della maggior parte dei cittadini. Dall'altro lato non abbiamo nessun investimento nella direzione della creazione di posti di lavoro, salvaguardia del lavoro di qualità esistente e promozione di attività di ricerca e sviluppo.
Per uscire dalla crisi – dopo averla sempre negata – il governo Berlusconi ha messo in campo una manovra economica da 20 miliardi di euro a cui si aggiungeranno 25,5 miliardi nel 2013.
Ogni anno, nel nostro paese, evasione ed elusione fiscale ammontano a 120 miliardi. La corruzione legata alla politica è ripresa alla grande sotto il governo Berlusconi e il suo impatto si aggira sui 60 miliardi di euro. Basterebbe colpire lì, anziché continuare a mettere le mani nelle tasche dei soliti.
Invece si preferisce la strada della tassazione indiscriminata sulle fasce più deboli della società. Si preferisce eliminare le detrazione fiscali per chi studia all'università o per le spese sanitarie. Si colpiscono gli enti locali e si blocca per anni il TFR. Addirittura si opera per sopprimere le festività non religiose, con la sparizione del 1° maggio, del 25 Aprile e della Festa della Repubblica del 2 giugno, celebrandole nella domenica successiva. Immaginate cosa succederebbe in Francia se qualcuno proponesse la soppressione del 14 luglio rendendolo lavorativo?
Di fronte a questo quadro iniquo e desolante proponiamo un alternativa per l'Italia Migliore che presenteremo nelle prossime settimane in tutte le piazze dei comuni della provincia di Pisa. Un Paese che operi una vera lotta all’evasione e all’elusione fiscale. Che tassi le rendite e i grandi patrimoni. Che introduca la Tobin tax (tassa sulle transazioni finanziarie) e la Carbon tax (Meno tasse sul lavoro e più tasse a chi inquina e consuma risorse naturali).
E poi è necessario operare tagli nel settore militare, attraverso il ritiro dei contingenti militari dalle missioni di guerra e la rinuncia all'acquisto di nuove dotazioni belliche, negli investimenti sulle grandi opere (come il Ponte sullo Stretto di Messina e la TAV) e nella politica, attraverso una completa ed organica riduzione dei costi.
Tagli e tasse devono essere affiancate da un progetto di investimenti per il futuro del Paese,  sostenendo produzioni e consumi legati all’economia verde (fonti rinnovabili, efficienza energetica, mobilità sostenibile, messa in sicurezza di territorio e scuole) e rafforzando i servizi sociali (asili nido, diritto allo studio, fondo per la non autosufficienza) .
Le divisioni del Governo stanno portando il Paese alla deriva. Alle opposizioni il compito di salvare le sorti delle generazioni future. Il 6 Settembre tutti con la CGIL per lo sciopero generale.

Dario Danti – Coordinatore Provinciale SEL Pisa
Alessandro Valenza – Responsabile Provinciale Comunicazione SEL Pisa

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