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Tagli alle Poste: il tema degli esuberi alla Camera dei Deputati

Il 15 maggio l'ad Massimo Sarmi sarà ascoltato in audizione in Commissione trasporti e telecomunicazioni della Camera. Il 22 sarà la volta del ministro dello sviluppo economico Corrado Passera

Redazione 8 maggio 2012

Tra due settimane si saprà qualcosa di più sul piano di riorganizzazione delle Poste, che minaccia di colpire pesantemente Pisa e la Toscana. Il 15 maggio infatti l'amministratore delegato di Poste Massimo Sarmi sarà ascoltato in audizione in Commissione trasporti e telecomunicazioni della Camera, mentre il 22 sarà la volta del ministro dello sviluppo economico Corrado Passera. A darne notizia è stata Silvia Velo, vicepresidente della Commissione, che ha partecipato all'incontro con i rappresentanti sindacali e delle istituzioni organizzato ieri mattina a Pisa dal Pd, dopo i 180 esuberi annunciati dall'azienda solo a Pisa.

“E' una questione di grande rilevanza - ha detto Velo - e da parte nostra c'è anche un certo sconcerto: stiamo parlando di 12.000 lavoratori a rischio, di cui 600 in Toscana, e io, che sono vicepresidente della Commissione vigilante, l'ho appreso dalla stampa. Dobbiamo alzare il livello di attenzione. Le priorità sono due: i posti di lavoro e il fatto che quello di Poste deve restare un servizio di utilità pubblica, con una funzione sociale. In questo senso la situazione di Pisa è paradossale, alla luce degli investimenti fatti dall'azienda sul Centro meccanico di smistamento e dei pesanti sacrifici chiesti ai lavoratori”.

Sempre con l'obiettivo di alzare il livello di attenzione, il senatore Pd Marco Filippi e il deputato Paolo Fontanelli hanno concordato sull'ipotesi di realizzare un “libro bianco sugli sprechi, gli errori e i tagli di Poste: tutti quei motivi di inefficienza che colpiscono il territorio e di cui nessuno si assume la responsabilità a livello dirigenziale”. “Siamo di fronte - ha concluso Fontanelli - ad un gravissimo problema occupazionale, ma anche ad un pesante disservizio. Penso ad esempio alle tonnellate di posta giacente, inviata e mai recapitata: lo Stato ha preso l'impegno di garantire un servizio e non lo ha mantenuto, ledendo un diritto dei cittadini”.

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