Terricciola, Arcenni e Boddi: "Perchè non si chiede ai cittadini se vogliono la fusione?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Che stiamo vivendo un momento epocale per le pubbliche amministrazioni pochi lo sanno.

Nuove disposizioni di legge obbligano i comuni sotto 5000 abitanti ad accorpare tutta una serie di funzioni e servizi, con la logica conseguenza, che amministrazioni lungimiranti cominciano a proporre accorpamenti e fusioni tra vari Comuni, sottoponendo le proposte, nella più elevata logica democratica, al giudizio del cittadino, chiamato ad esprimere il proprio parere con un referendum.

Così come succede a Casciana Terme con Lari o a Lorenzana con Crespina.

In Alta Valdera molto stranamente, dopo che per quasi 20 anni è stata  sbandierata l’utilità delle sinergie e degli accorpamenti prima a 6 col Parco e poi a 14 coll’Unione Valdera, che per noi è e rimane solo un carrozzone politico, oggi che vi è la reale possibilità di avere risparmi certi e strutture adeguate 3 dei 6 comuni decidono di non proseguire verso questa fase solo per salvare alcune poltrone di sindaco e assessore.

Infatti mentre i Comuni di Capannoli, Palaia e Peccioli, hanno avviato il processo per l’unificazione della municipalità, lasciando ai cittadini la facoltà di scegliere, con il referendum di ottobre 2013.

A Terricciola non solo si è deciso di non procedere al processo di unificazione, e di non convocare neppure assemblee pubbliche per spiegare i vantaggi e gli svantaggi della fusione, ma  in maniera arbitraria, non facendo richiesta di unificazione si è già deciso il da farsi, mentre a logica e con spirito democratico si sarebbe dovuto procedere alla consultazione referendaria lasciando la scelta al popolo e non alle segrete stanze dei partiti o agli interessi di pochi.

Del resto il processo di unificazione avviata in certi Comuni non è una cosa nuova, ma solo il ritorno ad un tipo di amministrazione di epoca Granducale che ampi benefici aveva dimostrato di dare al nostro territorio sia sotto il profilo civile, economico che di rappresentatività territoriale.

Inoltre ci preme sottolineare come non facendo informazione e non permettendo ai cittadini di scegliere Terricciola e gli altri si assumono la responsabilità di aumentare il distacco tra cittadini e istituzioni, favorendo la sfiducia della gente nei confronti della Politica.

Concludendo chiediamo a Terricciola con chi vuole stare visto che per storia, vicinanza geografica, cultura è già legata tramite la Rosa e Selvatelle a Capannoli e Peccioli? E come mai per salvare una poltrona di sindaco si vuole portare una comunità nel baratro…

Matteo Arcenni
Angelo Boddi
Consiglieri Comunali TERRICCIOLA

Torna su
PisaToday è in caricamento