Sciopero del personale scolastico, l'assessore: "Nessun licenziamento"

Rosanna Cardia chiarisce la situazione nei nidi e nelle scuole d'infanzia comunali e accusa i sindacati: "Diffondono irresponsabilmente malcontento"

Dopo la proclamazione dello sciopero per il prossimo 19 febbraio da parte del personale dei Servizi Educativi dalla Rsu del Comune di Pisa e dalle organizzazioni sindacali, interviene l’assessore alle Politiche socioeducative e scolastiche Rosanna Cardia.

“Il diritto dei lavoratori a scioperare è sacro, lo riconosce la Costituzione. Fatta questa doverosa premessa, ritengo utile fornire a tutti i cittadini alcune informazioni essenziali al fine di inquadrare meglio la situazione - afferma l'assessore - mi preme sottolineare che le richieste avanzate dal sindacato sono state accordate e non disattese, come invece si vuol far credere, tanto che per rispondere alle loro lamentazioni di carichi eccessivi di lavoro per i nidi si è proceduto al potenziamento degli organici a tempo determinato per tutto l’anno scolastico 2018/2019 e per la scuola dell’infanzia sono state assunte due insegnati a disposizione per le sostituzioni fino a giugno 2019".

"In merito alla non attivazione della classe dei piccoli alla 'Agazzi', ancora una volta ribadisco che questa misura non comporta alcuna soppressione di posti di lavoro: né licenziamenti né la riduzione di posti disponibili per i bambini - precisa l'assessore - si tratta bensì di una strategia transitoria adottata con l’intento di salvare l’esistenza delle scuole dell’infanzia in ogni quartiere di quella zona e che, se per l’anno scolastico 2020/21 la gestione dovesse passare dal Comune allo Stato, il servizio non verrà meno. Questa è la realtà dei dati e dei fatti, che evidentemente i rappresentanti sindacali non vogliono vedere, finendo col deformare i dati di realtà con l’obiettivo di creare paure anticipatorie prive di senso, come paventare la chiusura di servizi, che non ci sarà".

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"Per di più - prosegue Cardia - lo fanno attraverso metodi e motivazioni decisamente opinabili, come inviare indebitamente mail alle famiglie, denunciando ‘riduzione del 50% del personale educativo e chiusura di nidi comunali, innalzamento età media del personale, deterioramento delle strutture e degli arredi, riduzione dell’offerta di posti bambino e posti letto nelle strutture a gestione diretta…’. Ribadisco che queste affermazioni non sono esatte mentre per altre, come la trascuratezza dell’edilizia scolastica, sono una pesante situazione ereditata dall’amministrazione precedente cui stiamo già facendo fronte in modo egregio. Ben riconosco l’importanza, la delicatezza e la complessità del lavoro delle educatrici che ritengo debba essere tutelato affinché lo possano svolgere con coscienza e dedizione; mentre l’organizzazione dei nidi, come quella degli uffici, non è di competenza dei sindacati, più concentrati a diffondere irresponsabilmente malcontento e a mettere a rischio il buon funzionamento dei servizi”.

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