Sciopero del personale scolastico, i sindacati all'assessore: "Promesse disattese"

Il Sindacato generale di base risponde all'assessore Cardia che aveva accusato le organizzazioni sindacali di "essere impegnate a diffondere irresponsabilmente malcontento"

L'assemblea delle lavoratrici che si è svolta nei giorni scorsi a Palazzo Gambacorti

"Per l'amministrazione comunale 'migliorare il servizio' significa risparmiare". Il Sindacato generale di base risponde all'assessore alle Politiche socioeducative e scolastiche del comune di Pisa, Rosanna Cardia, che nei giorni scorsi, a proposito dello sciopero delle insegnanti e dalle educatrici dei nidi e delle scuole dell'infanzia comunali proclamato per il 19 febbraio, aveva sottolineato come le "richieste avanzate dai sindacati" fossero state "accordate e non disattese" dall'amministrazione, accusando poi le organizzazioni sindacali di "essere impegnate a diffondere irresponsabilmente malcontento".

"La Giunta Conti - scrive in una nota Sgb - dovrebbe capire che il servizio educativo non può e non deve essere trattato solo dentro un quadro di risparmio della spesa: quando si parla di istruzione bisogna guardare anche agli interessi dei bambini e delle bambine, prendendo in considerazione la qualità del servizio".

Il sindacato ripercorre quindi le richieste avanzate nei confronti dell'amministrazione e i vari passaggi che hanno portato alla proclamazione dello sciopero. "Avevamo chiesto di assegnare i part time per l’anno 2018-2019 entro il 21 settembre dello scorso anno, di trovare soluzioni per le sostituzioni del personale mancante nella scuola dell’infanzia e di elaborare proposte operative per l’anno 2019-2020". Richieste che l'esecutivo avrebbe soddisfatto solo in parte. "I part time - si legge nella nota del sindacato - sono entrati in servizio il 29 ottobre e solo fino al 21 dicembre. Dei due jolly per le sostituzioni nella scuola dell’infanzia ne è stato assunto uno fino a dicembre e l’altro fino a giugno, mentre nessuna proposta organizzativa è stata presentata per l'anno scolastico 2019\20".

A questo si aggiunge la chiusura della sezione di tre anni della scuola Agazzi, "una modifica sostanziale - scrivono i sindacati - che inciderà sui prossimi 3 anni. Una chiusura quindi temporanea fino a un certo punto. Infatti la Agazzi è una scuola con sezioni omogenee (ciascuna con bimbi della stessa età) e se anche il Comune volesse tornare a investire sulla scuola non potrebbe riportarla a tre sezioni né il prossimo anno né quello ancora successivo, perché non è facile trovare un numero di bambini di 4 o di 5 anni ancora non inseriti in nessuna scuola dell'infanzia o che comunque vogliano cambiare scuola".

"Nell'attuale situazione - conclude Sgb - i genitori hanno dovuto scegliere altre scuole e si sono già formate liste d'attesa alle Parmeggiani. E' vero che le liste d'attesa all'interno del quartiere saranno smaltite, è vero anche che rimarrà una residua disponibilità di altri posti. E' anche vero, però, che si è sempre riusciti, negli anni scorsi, a coprire i posti disponibili a Porta a Lucca smaltendo liste d'attesa negli altri quartieri. Il che significa che quest'anno rimarranno bambini esclusi se non nel quartiere di Porta a Lucca, sicuramente in altre zone della città".

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