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Gatto che piange da tre giorni

A Cisanello (non metto indirizzo preciso perché, mi dicono, violerei la privacy) c'è un gatto, in un appartamento, che piange da tre giorni (quindi dal 24 dicembre). Tutti quelli che abitano nel palazzo lo sentono piangere. Gli inquilini, di cui non si conosce il nome, sono irrintracciabili. L'amministratore del palazzo non risponde al telefono (sono giorni festivi). Polizia Municipale, Carabinieri e Vigili del Fuoco ci hanno detto che non possono intervenire perché non c'è una palese situazione di pericolo. Le guardie ecozoofile Anpana ci hanno detto che possono segnalare alle autorità che il gatto piange, ma solo dopo segnalazione fatta tramite email. I Vigili del Fuoco hanno specificato che, se il gatto muore, i proprietari del gatto possono essere denunciati, ma se il gatto sta solo piangendo, non si può intervenire. Un cittadino preoccupato per la situazione di un gatto (o qualunque altro animale) che piange ininterrottamente da tre giorni, cosa può fare? Grazie per qualunque consiglio.

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Commenti (3)

  • Non è vero che non possono intervenire. Comunque prova a cercare un omonimo sulle pagine bianche, magari è un parente è a modo di rintracciare i proprietari. Poi richiamerei le forze dell ordine magari trovi qualcuno con più attenzione verso gli animali. Digli che hai già segnalato la cosa sui giornali vedrai come muovono il culo

  • Te denunciali, che a "violare la privacy" ci penseranno i Carabinieri.

    • Specifico: Cassazione penale Sezione VII sentenza del 10/07/2015 n. 46560 Costituiscono maltrattamenti, idonei ad integrare il reato di abbandono di animali, non soltanto quei comportamenti che offendono il comune sentimento di pietà e mitezza verso gli animali per la loro manifesta crudeltà, ma anche quelle condotte che incidono sulla sensibilità psico-fisica dell'anumale, procurandogli dolore e afflizione. Cassazione penale Sezione III sentenza del 25/06/2014 n. 41362 La detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, prevista come reato dall'art. 727 c.p., anche nel testo vigente prima della modifica introdotta dalla l. 20 luglio 2004 n. 189 non è una contravvenzione necessariamente dolosa, in quanto può essere commessa anche per semplice colpa: quindi, il detentore di animali in condizioni incompatibili con la loro natura o in stato di abbandono, tanto da privarli di cibo e acqua, è penalmente imputabile anche per semplice negligenza.

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