In Toscana il primo centro di eccellenza del cibo

La Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna è tra i fondatori del progetto che vedrà nascere a Firenze la prima struttura per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e la qualità dell'alimentazione

L’eccellenza dei prodotti agroalimentari e la qualità dell’alimentazione è un fiore all’occhiello e una leva fondamentale per l’economia italiana. Non può non essere così per la Toscana, terra di meraviglie paesaggistiche e delizie enogastronomiche nell’immaginario di tutto il mondo, che vanta un ventaglio ricco e prelibato di prodotti Dop, Igp e Stg.

Ne è evidentemente convinta anche la prestigiosa Scuola superiore di studi universitari e di perfezionamento Sant'Anna, che è tra i fondatori del progetto - che sta per prendere il via a Firenze - Centro internazionale per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e la qualità dell’alimentazione.
La struttura, che sta per essere inaugurata nel capoluogo toscano, è la prima in Italia creata per occuparsi di tutte le tematiche della qualità agroalimentare, dalla terra alla tavola.

A promuovere il progetto, che è già stato approvato a settembre, è la Regione Toscana, che lo ha immaginato anche per il ruolo propulsivo e di coordinamento che può avere anche in vista dell’Expo 2015 di Milano dedicata in primis ai temi della nutrizione. Pensato come un’associazione, oltre all’Università pisana, ha tra i suoi fondatori enti pubblici e privati, tra cui altre Università Toscane, l’Unioncamere Toscana, la Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Legacoop Agroalimentare Toscana, Confcooperative Fedagri e Confindustria Toscana.

«L’idea di realizzare in Toscana un Centro internazionale per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e la qualità dell’alimentazione, compresa l’alta cucina – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, presentando il progetto – nasce dalla constatazione che gli stili di consumo dei toscani si configurano come un mix di tradizione, equilibrio e radicamento territoriale. In altre parole la Toscana può essere presa ad esempio concreto di uno stile di vita sano, una “Food Valley” che comprende l’intera regione. L’obiettivo, in sintonia con le tematiche di Expo 2015, è quello di creare una cultura del cibo rispettosa dell’ambiente e della salute dell’uomo».

Il Centro internazionale sarà infatti un luogo dove formare figure professionali da impiegare nelle mense pubbliche, promuovere la ricerca valorizzando le eccellenze scientifiche toscane, divulgare nuova conoscenza verso i giovani interessati ad intraprendere professioni legate alla cucina e all’alimentazione e verso gli operatori del settore che intendono approfondire le proprie competenze e specializzarsi in particolari tematiche sempre legate alla cucina e all’alimentazione.

«È evidente che conterà molto l’educazione alla buona alimentazione – ha precisato ancora Salvadori – che non può però vivere solo nella scuola, ma deve trovare prosecuzione negli stili di vita in famiglia. L’obiettivo è arrivare ad una consapevolezza condivisa che non è verosimile pensare ad una alimentazione centrata sulla carne per tutti, ma ragionare sulle possibilità di un corretto apporto proteico fondato sullo sviluppo agricolo in cui si sono saputi coniugare ricerca agro-alimentare e ricerca per la saluta».

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