Derby a porte chiuse: Pisa-Livorno senza pubblico sugli spalti

E' quanto prescrive il decreto del Governo emanato mercoledì per cercare di limitare il contagio da Covid 19

Sarà un derby a porte chiuse quello tra Pisa e Livorno in programma sabato 7 marzo all'Arena Garibaldi. Niente rinvio dunque. Avverrà proprio ciò che i tifosi non avrebbero mai voluto sentire: niente pubblico sugli spalti in un match dove invece sfottò e cori sarebbero stati i veri protagonisti della giornata. Ma niente da fare. Il decreto emanato dal Governo per limitare il contagio da Coronavirus prevede, tra le altre cose, per i prossimi trenta giorni, il divieto di eventi, comprese manifestazioni sportive, che comportino l'affollamento di persone e il non rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro. L'ufficializzazione da parte della Lega B è prevista per oggi, 5 marzo.

Coronavirus, stop a manifestazioni ed eventi di qualsiasi natura

Sono sospese, così prescrive il decreto, le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano.

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Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all'aperto ovvero all'interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all'allegato 1, lettera d ovvero il rispetto di norme igieniche.

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