Tanti auguri vecchio Sporting Club, 111 volte buon compleanno

Il 9 aprile ricorre l'anniversario della fondazione del sodalizio nerazzurro. Dagli inizi in Piazza San Paolo fino al gol di Lisi che ha sconfitto il Livorno nel derby: una storia di amore e passione con una provincia intera

'Sempre insieme a te Pisa Sporting Club' è uno dei cori più gettonati dai tifosi nerazzurri negli ultimi due anni, dal momento in cui la società guidata da Giuseppe Corrado è riuscita a riportare a casa il titolo sportivo del club fondato il 9 aprile 1909 da un gruppo di adolescenti affascinati dal football e innamorati della loro città. Da quello scantinato nel quale Ferruccio Giovannini, insieme al suo gruppo di amici fidati, dettero vita al club nerazzurro, lo Sporting Club ne ha fatta di strada. Crescendo negli anni pioneristici del calcio italiano e imponendosi come una bellissima alternativa agli squadroni del nord. Nel 1921 la squadra guidata dal tecnico ungherese Ging, un mito dalle parti della Torre, condusse il Pisa fino a sfiorare lo scudetto: soltanto la forza (sportiva e politica) della Pro Vercelli impedì la conclusione più romantica a una cavalcata meravigliosa.

Il Pisa e i pisani: un legame indissolubile, forgiato più con le delusioni che con le gioie. Perché il nerazzurro e il rossocrociato sono fatti così: più arrivano mazzate e colpi di scena negativi, più si rafforza quella passione che lega due concetti di vivere e interpretare la storia e il calcio. Da una parte l’eredità lasciata dalla gloriosa Repubblica marinara, dall’altra i ricordi di imprese leggendarie compiute su un prato verde. Come la prima promozione in Serie A nel dopoguerra nel 1968, oppure la straordinaria epopea targata Romeo Anconetani. ‘Il Presidente’ per tutti, anche per chi quegli anni d’oro non li ha vissuti perché è arrivato troppo tardi sui gradoni dell’Arena Garibaldi, una signora di 101 anni dal fascino immutato. La parabola nerazzurra è passata anche per delusioni cocenti, molte delle quali avvenute negli anni più recenti, quando rialzarsi dalla polvere sembrava difficile e a tratti quasi impossibile.

Ma oggi è un giorno felice ed è più giusto celebrare ancora una volta la straordinaria cavalcata degli uomini di Luca D’Angelo, l’ultimo gruppo di eroi che in ordine di tempo ha ricreato nuovamente quella straordinaria alchimia di passione, furia agonistica e amore popolare che a Pisa sa rendere indimenticabili stagioni e campionati. Nel 2019, l’anno del centodecimo anniversario del sodalizio nerazzurro, è arrivata una delle cavalcate più emozionanti della storia dello Sporting Club. Una striscia di successi e imbattibilità culminata con una promozione in Serie B ottenuta con autorità e qualità. E poi ancora un campionato cadetto vissuto sempre sull’onda dell’entusiasmo, senza andare mai in affanno. Apice di questa stagione e momento emblematico anche del momento storico che stiamo vivendo, l’1-0 rifilato al Livorno nel derby dello scorso 7 marzo. In un’Arena Garibaldi desolatamente vuota a causa dell’emergenza coronavirus, Francesco Lisi condanna alla sconfitta gli eterni rivali amaranto e regala alla città una vittoria attesa da tempo. Sui balconi attorno allo stadio impazza la gioia, alla faccia del subdolo virus che vorrebbe tenerci lontano da 'l’amore più grande che c’è'.

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Il Pisa Sporting Club è un pezzo della vita di ciascuna famiglia di tutta la provincia. Il Pisa è il ricordo di un bambino sulle spalle del padre o del nonno che esulta in mezzo ad altre migliaia di persone sugli spalti dell’Arena Garibaldi. Il Pisa è Pisa. Tanti auguri vecchio Sporting Club.

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